Con qualche ora di ritardo, il ministero della Difesa risponde alla Russia dopo gli attacchi a La Stampa

Il generale Igor Konashenkov, in rappresentanza del governo russo, ha rilasciato dichiarazioni molto gravi nei confronti del quotidiano La Stampa. In modo particolare, dopo una serie di articoli del quotidiano torinese relativi all’efficacia e agli scopi della missione russa arrivata nella Bergamasca per portare aiuti contro l’epidemia di coronavirus, il rappresentante ufficiale del ministero della Difesa russo aveva scritto: «Consigliamo loro di imparare un’antica saggezza: Qui fodit foveam, incidet in eam (chi scava una fossa al prossimo ci finirà prima). O, per essere ancora più chiari: Bad penny always comes back». Dopo qualche ora e più di una sollecitazione, anche il ministero della Difesa italiano ha risposto al generale russo.

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Risposta Italia alla Russia dopo l’attacco a La Stampa

La premessa resta quella che l’Italia è grata al governo russo per il materiale inviato, ma resta fermo e sacrosanto il principio della libertà di stampa e di espressione: «Nell’essere grati per tale manifestazione concreta di supporto, non si può, allo stesso tempo, non biasimare il tono inopportuno di certe espressioni utilizzate dal portavoce del Ministero della Difesa russo nei confronti di alcuni articoli della stampa italiana. La libertà di espressione e il diritto di critica sono valori fondamentali del nostro Paese, così come il diritto di replica, mantenendosi entrambi dentro canoni di correttezza formali e sostanziali. In questo momento di emergenza globale il compito di controllo e di analisi della libera stampa rimane più che mai essenziale».

La nota è stata controfirmata anche dal ministero degli Esteri italiano, dicastero al cui capo c’è Luigi Di Maio. Nella restante parte della lunga missiva, il ministero della Difesa e il ministero degli Esteri hanno ricordato anche le attività del personale russo arrivato in Italia: «Il team sanitario russo – ha scritto il ministero -, lavora in sinergia con il personale della Difesa italiana e del Ministero della Salute. […] Sotto il punto di vista dei materiali, i velivoli russi hanno fino ad ora consegnato all’aeroporto di Pratica di Mare i seguenti aiuti umanitari: 150 ventilatori polmonari (già in parte donati all’ospedale Giovanni XXIII e all’ospedale presso la Fiera di Milano), 330.000 mascherine, 1.000 tute protettive, 2 macchine per le analisi di 100 tamponi rapide, 10.000 tamponi veloci, 100.000 tamponi normali, un laboratorio di analisi, 3 complessi per la sanificazione di mezzi e ambienti e 3 stazioni di sanitizzazione per ampie superfici».

Insomma, nel ricordare l’impegno profuso dallo stato russo nei confronti dell’emergenza italiana, si è fatto notare tuttavia che sono da condannare le parole rivolte a uno dei quotidiani più antichi e prestigiosi d’Italia.

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