In 24 ore De Luca è passato dal lockdown totale all’apertura dei ristoranti fino alle 23

Il governo, invece, aveva proposto la chiusura alle 18

25/10/2020 di Redazione

retromarcia De Luca

Che fine ha fatto il lockdown? Si registra, nella giornata di ieri, la retromarcia De Luca rispetto alle sue posizioni intransigenti manifestate nel corso di una conferenza stampa dai toni drammatici venerdì pomeriggio, 23 ottobre. Nella serata del 24 ottobre, al momento del confronto tra il governo e le regioni, il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha preso atto dell’impossibilità di effettuare un lockdown locale – in assenza di misure simili dal punto di vista nazionale – e, anzi, si è schierato con tutti gli altri governatori che hanno chiesto al governo di posticipare la chiusura dei ristoranti e dei bar alle 23 (anziché alle 18 previste dalla bozza originaria del dpcm).

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Retromarcia De Luca sul lockdown in 24 ore

24 ore prima, De Luca aveva fatto una conferenza stampa dai toni solenni e aveva annunciato il lockdown in Campania, chiedendo al governo di assumersi le sue responsabilità anche per il resto dell’Italia. Aveva addirittura mostrato la tac di un 37enne in terapia intensiva e aveva sottolineato come le strutture sanitarie in Campania fossero quasi sature. «C’è ancora tempo – aveva detto De Luca – ma bisogna agire ora e noi chiudiamo tutto».

Ieri sera, però, De Luca ha constatato l’impossibilità di andare avanti da solo in questa direzione. E la dichiarazione roboante è stata subito mitigata dalla nota uscita in serata: «Il governo non intende assumere drastiche misure restrittive a livello nazionale, quindi diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione, al di fuori quindi di una decisione nazionale che comporterebbe anche incontrollabili spostamenti al di fuori dei confini regionali» – dice il rieletto presidente della Campania.

Retromarcia De Luca, per il governatore meglio tenere aperti i ristoranti alle 23

E, a questo punto, De Luca dice che in assenza di misure più ampie, è inutile penalizzare singole categorie. Per questo fa fronte comune con gli altri presidenti di regione chiedendo al governo di rivedere l’orario di chiusura di bar e ristoranti previsto per le ore 18 nella bozza del dpcm. Il ragionamento dietro a questa richiesta starebbe nel fatto che i ristori per le attività penalizzate non potrebbero arrivare in tempi rapidi, né a livello nazionale, né a livello regionale dove – con il primo lockdown – l’attività dell’amministrazione De Luca era stata capillare nel distribuire fondi e sussidi per le categorie più penalizzate dalla prima ondata di coronavirus.

L’intransigenza per cui è diventato famoso, insomma, sembra aver ceduto il passo nelle ultime ore. Dopo la sua diretta Facebook, ci sono state le proteste che hanno messo in difficoltà la città di Napoli, ci sono stati i nuovi provvedimenti che il governo ha intenzione di prendere, ci sono stati confronti con le regioni. La posizione di Vincenzo De Luca, per questo motivo, è cambiata rapidamente: sarà stata la scelta giusta?

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