Rai cambia tutto, Stefano Coletta direttore di Rai 1

di Thomas Cardinali | 15/01/2020

Ufficiale dopo le proposte dell’ad Salini la rivoluzione in casa Rai, proprio a poche ore dalla conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo 2020. Teresa De Santis, direttrice che ha contribuito fortemente alla scelta di Amadeus come direttore artistico e che ha portato Rai 1 a vincere oltre 100 prime serate in questo autunno contro Canale 5 è stata estromessa dall’incarico proprio a pochi giorni dalla kermesse.

Surreale che al Casinò di Sanremo ci fosse a parlare per la tv pubblica il direttore di Rai Pubblicità Marano, ma nonostante le tante polemiche per le tempistiche c’è già il nome del nuovo direttore dell’ammiraglia che sarà operativo sin da subito: si tratta di Stefano Coletta, una vita nella tv pubblica prima come autore – tra i programmi il più importante sicuramente Chi l’ha visto? – e dal 2017 al timone di Rai 3 con straordinari risultati. Durante la sua direzione il terzo canale ha visto il ritorno di personaggi come Raffaella Carrà e speciali di cultura dedicati alla musica con il maestro Ezio Bosso. Chissà come si troverà Coletta ad affrontare un festival di Sanremo per il quale non ha avuto alcuna voce in capitolo. Il neo direttore del primo canale gestirà anche la macrostruttura dell’intrattenimento prime time.

Da Di Meo al totem Rai Tini Andreatta, tra cambi e conferme

Ludovico di Meo sbarca alla direzione del secondo canale

Discorso diverso per quel che riguarda le altre nomine. Se su Coletta è arrivato una sorta di plebiscito, il cda Rai si è spaccato sulla proposta di nomina di Ludovico Di Meo, al centro di diverse contestazioni negli ultimi giorni perché rafforzerebbe, ancor di più, una Rai2 nel segno del sovranismo. Il Pd, che è al governo con il M5S, aveva chiesto una rappresentanza all’interno del novero dei direttori di rete e, per questo, anche per questo, non è stato trovato l’accordo.

Quattro consiglieri su sette, infatti, hanno dato indicazione negativa su Di Meo. Un risultato che, però, può solamente spingere l’ad Salini a un ripensamento. Il parere del Cda, infatti, non è vincolante quando le nomine sono per un settore differente da quello dell’informazione. In pratica si può bloccare una nomina solo quando si decide il nome di un direttore di un telegiornale. Ora Salini dovrà riflettere sulla posizione dei consiglieri, ma può anche scegliere di proseguire verso la nomina di Di Meo.

Il parere negativo su Di Meo non è vincolante

Se Coletta è un uomo più vicino alle politiche e del Pd c’è da dire invece che Di Meo è in quota a Giorgia Meloni, il tutto in un disegno dell’ad Salini di volersi mostrare super partes nelle nomine. Silvia Caldarelli, da anni direttrice con ottimi risultati di Rai Cultura, raccoglie l’eredità di Stefano Coletta e avrà anche le deleghe alla cultura per quanto riguarda la terza rete.

Le conferme

E ci sono anche delle conferme: Angelo Teodoli resta al coordinamento generale, mentre Eleonora Andreatta continuerà a ricoprire il ruolo di direttrice di Rai Fiction come fa con risultati eccezionali dal 2006 già come direttrice della produzione.

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