Ricomincia la tarantella su Radio Radicale. Di Maio: «Diamo i soldi ai terremotati»

di Enzo Boldi | 30/10/2019

Radio Radicale
  • Radio Radicale torna a esser argomento di discussione tra M5S e Pd

  • In Manovra sono stati stanziati i fondi per prorogare la convenzione

  • Il M5S dice che quei soldi dovrebbero andare ai terremotati

La proroga della convenzione con Radio Radicale è stata inserita all’interno del testo della Manovra, ma – ancora una volta – l’argomento rischia di creare fratture insanabili all’interno della maggioranza. Il Movimento 5 Stelle, infatti, vuole cancellare il provvedimento (come dichiarato già in campagna elettorale e durante tutti i 15 mesi di esperienza di governo condiviso con la Lega); il Partito Democratico, invece, punta al rinnovo della convenzione come da sempre richiesto. Una fase di stallo che spacca in due (come se ce ne fosse bisogno) la maggioranza.

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«All’interno del testo della Manovra 2020 ci sono di nuovo otto milioni di euro l’anno per tre anni destinati a Radio Radicale, che ha ha già ricevuto milioni di contributi dallo Stato – ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio a margine della sua informativa a Palazzo Madama sulla situazione siriana -. Quegli otto milioni diamoli ai terremotati, alle persone colpite dal sisma». Parole che sanno di populismo e condito da un sondaggio rilanciato dal Movimento 5 Stelle sul blog per chiedere agli utenti se quei 24 milioni (accompagnati dall’hashtag #24milioniper) debbano essere spesi per salvare Radio Radicale o per fare altro.

Radio Radicale, la maggioranza si spacca

«Utilizzate l’hashtag #24milioniper per fare sapere a noi, ma soprattutto a chi voterà questa porcata, come volete che vengano spesi i vostri soldi – si legge nell’articolo pubblicato sul Blog delle Stalle -. C’è solo l’imbarazzo della scelta e, destinare questi soldi a una Radio privata, per noi, non è un’opzione. È un’offesa per chi di questi soldi ha davvero bisogno!».

La replica del Pd

«Vedo rispuntare il riflesso pavloviano contro Radio Radicale in casa M5S – ha detto Filippo Sensi -. Si tratta di democrazia, di pluralismo e diritto all’informazione. Abbiamo vinto questa battaglia quando eravamo all’opposizione; non vorrei tornare a combatterla adesso che siamo maggioranza. Abbiamo già dato».

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)