Paragone: «Di Maio è stressato da Beppe Grillo»

di Enzo Boldi | 30/10/2019

Paragone
  • Sono diverse le fonti di stress per Luigi Di Maio

  • Lo rivela il senatore M5S Gianluigi Paragone

  • Tra di loro c'è anche Beppe Grillo

Soffro lo stress, sono stanco e fuori forma. No, Luigi Di Maio non suona in una boyband, ma guida il partito politico (o Movimento) che alle ultime elezioni politiche ha ottenuto il maggior numero di consensi. E il suo ruolo di capo politico e ministro lo mette in una posizione di continue sollecitazioni da fattori esterni. Lo rivela a La Stampa il senatore pentastellato Gianluigi Paragone che ha sottolineato come una delle fonti principali di stress per il numero uno della Farnesina sia proprio il garante e fondatore del Movimento 5 Stelle.

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«Luigi è sempre presente, quando lo chiami risponde e ti ascolta. Non c’è nessuno che farebbe quello che fa lui qui dentro – ha detto Gianluigi Paragone nella sua intervista a La Stampa parlando del risultato in Umbria -. La colpa non è di Di Maio. È stressato da un’eccessiva quantità di input esterni, come quelli di Beppe Grillo, ad esempio. O dalle rivendicazioni e dagli impulsi culturali che arrivano dalle componenti interne di sinistra». Un concetto ribadito anche questa mattina a Omnibus, su La7.

Paragone e gli stress di Luigi Di Maio

Tirato per la giacchetta su vari fronti. Così, secondo Gianluigi Paragone, Luigi Di Maio soffrirebbe di una forma di stress provocata da Beppe Grillo e dalle varie anime presenti all’interno del Movimento 5 Stelle. Impulsi che, secondo il senatore M5S, arrivano soprattutto dalle componenti di sinistra che spingono in determinate direzioni che vanno contro a quanto definito dai pentastellati nell’esperienza di governo con la Lega.

Il mancato congresso

E la decisione di schierarsi con il Pd per guidare il governo (e non solo), non è ancora stata digerita da Paragone che avrebbe preferito un congresso del Movimento per decidere se fosse giusto passare dalla Lega ai dem nel giro di così poco tempo. Il senatore, però, dimentica che a marchiare l’accordo per una nuova maggioranza parlamentare sia stata la tanto amata rete, con il quesito sulla piattaforma Rousseau che aveva dato l’ok al governo Conte-2. Senza il Carroccio.

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)