Fioramonti, il nuovo direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale siciliano e la parola fine sul caso della prof Dell’Aria

di Gianmichele Laino | 23/12/2019

professoressa Dell'Aria
  • La professoressa Dell'Aria è sospesa da maggio 2019

  • I suoi alunni paragonarono le leggi razziali ai decreti sicurezza

  • Ora, il ministro Lorenzo Fioramonti ha annunciato la svolta

Sembra incredibile. Ma dal maggio del 2019 la professoressa Rosa Maria Dell’Aria risulta ancora sospesa. In quella data, i suoi alunni avevano semplicemente fatto una riflessione sui decreti sicurezza, facendo un confronto con le leggi razziali prima e durante la seconda guerra mondiale. Oggi, però, il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha aperto forse lo spiraglio decisivo sulla vicenda. Occorrerà aspettare il cambio del direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, che verrà ricoperto da Stefano Suraniti, per trovare una soluzione conciliativa alla questione.

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Professoressa Dell’Aria, la comunicazione del ministro

È stato lo stesso ministro, in quota Movimento 5 Stelle, a chiarire su Facebook questo passaggio: «Il nuovo direttore ha il potere amministrativo o conciliativo per intervenire, si potrà finalmente trovare una soluzione completa e condivisa per la vicenda della professoressa Rosa Maria Dell’Aria – ha scritto Lorenzo Fioramonti -. Il mio auspicio personale è che al più presto si possa mettere la parola ‘fine’ a questo caso molto spiacevole. La scuola deve essere un luogo di incontro e di crescita nel confronto dialettico e culturale. Sempre».

La situazione della professoressa Dell’Aria potrebbe sbloccarsi prima del 4 marzo 2020

Se la situazione non dovesse sbloccarsi prima, la professoressa Rosa Maria Dell’Aria dovrebbe attendere l’udienza del 4 marzo 2020, che andrà a discutere il suo ricorso presentato dopo la sospensione. Una vicenda che si sta trascinando, ormai, da sei mesi e che non ha avuto alcuna soluzione, nonostante l’incontro tra la docente e Matteo Salvini.

Da quando il governo ha cambiato colore, ovvero da settembre 2019, i nuovi vertici del ministero dell’Istruzione si sono sempre pronunciati a favore della professoressa. Il cambiamento della figura periferica, tuttavia, era necessario per poter imprimere una svolta alla situazione. Resta un ultimo passaggio, ovvero la formalizzazione della nomina. Poi, sarà Stefano Suraniti a decidere le sorti di uno dei casi più controversi sulla libertà di insegnamento degli ultimi anni.