Professoressa sospesa: i suoi alunni avevano paragonato il decreto sicurezza di Salvini alle leggi razziali

di Redazione | 16/05/2019

maestra Vicenza

I suoi alunni dell’istituto industriale Vittorio Emanuele III avrebbero realizzato e proiettato all’interno della scuola un lavoro in occasione della giornata della memoria. In questo power point, i ragazzi hanno provato ad accostare quanto fatto con gli ebrei durante la seconda guerra mondiale e con le leggi razziali al decreto sicurezza di Matteo Salvini. Per questo una professoressa di Palermo è stata sospesa per due settimane dall’insegnamento.

Professoressa Palermo sospesa per accostamento leggi razziali-decreto sicurezza di Salvini

Si tratta di una docente che ha insegnato per circa 20 anni in quell’istituto e che, adesso, tutti i suoi colleghi stanno cercando di supportare in questo momento difficile. La sospensione è stata decisa in seguito all’ispezione del provveditorato agli studi, che a sua volta l’aveva disposta dopo che era arrivata una segnalazione sui social network rilanciata anche dal sottosegretario della Lega Lucia Bergonzoni.

«Se è accaduto realmente — scriveva l’esponente del Carroccio — andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento. Già avvisato chi di dovere». A quanto pare, il provvedimento è stato preso dopo poco tempo e la docente ha smesso di insegnare. Questa punizione viene vista come un vero e proprio ostracismo e l’insegnante ha deciso di tutelarsi legalmente.

La contestazione dell’avvocato della professoressa Palermo

Il figlio, l’avvocato Alessandro Luna, ha spiegato tutta l’amarezza che la professoressa di Palermo sta provando in questi giorni: «Le si contesta – spiega l’avvocato – il mancato controllo su alcuni accostamenti ritenuti offensivi e che rappresentano una visione distorta della storia e implicitamente la si accusa di aver indotto gli alunni ad agire in questo modo. Ma l’insegnante non può sindacare la libertà di espressione degli alunni e la sua libertà di insegnamento è tutelata dalla Costituzione, purché non oltrepassi il limite del buon costume e non minacci l’ordine pubblico».

Tra l’altro, l’avvocato – consultato da Giornalettismo – ha smentito le prime ricostruzioni di stampa che hanno parlato di un accostamento esplicito tra Matteo Salvini e Mussolini: «Il lavoro – spiega Alessandro Luna – è completo ed è il coronamento di un percorso di studio fatto di letture e consultazioni di testi e documenti storici sul periodo che ha portato alla promulgazione delle leggi razziali nel 1938. A partire da questa analisi si è fatta una riflessione sul decreto sicurezza, ma non c’è mai stato alcun paragone diretto tra Mattoe Salvini, Hitler o Mussolini».

L’avvocato ha poi sottolineato che le slide che circolano sul web e che sono state diffuse da alcuni account sovranisti che hanno raccontato per primi l’accaduto sono soltanto una parte di un lavoro più complesso e vanno assolutamente contestualizzate. Il legale si è riservato di diffondere e spiegare questo lavoro in un secondo momento, previa autorizzazione di tutti i docenti interessati nella sua realizzazione.

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

TAG: Palermo