Salvini dice che sulla prescrizione voterebbe anche con Topolino

di Enzo Boldi | 05/12/2019

Prescrizione

Se Walt Disney avesse saputo che fine avrebbe fatto il suo personaggio simbolo, forse, non l’avrebbe mai disegnato. Il suo Topolino, però, è ormai diventato un personaggio politico tirato per le braghe, spesso e volentieri, da Matteo Salvini che sembra avere quasi un’ossessione per il mitico Mickey Mouse. Il topo più famoso del Mondo, dopo esser stato citato dal leader della Lega in ogni occasione, ora entra anche a far parte del dibattito politico-propagandistico sulla questione della prescrizione, tema su cui anche questo governo si sta incagliando.

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«Qualcosa che evita un danno per gli italiani lo voto anche con Topolino», ha detto Matteo Salvini rispondendo alle domande di SkyTg24 sulla posizione simile a quella del Partito Democratico sulla riforma della Giustizia, sul tema della prescrizione, proposta dal Movimento 5 Stelle e dal ministro Alfonso Bonafede. Ancora una volta Mickey Mouse, citato a sproposito. Come già in passato parlando de L’Espresso (e le inchieste sul Russiagate che vede coinvolto Savoini) e in tante altre occasioni.

Ossessione Topolino per Matteo Salvini

E, in passato, gli stessi fumettisti di Topolino risposero a Matteo Salvini, reo di banalizzare il loro personaggio di punta banalizzandolo e inserendolo in diatribe politiche che con il personaggio nato dalla matita di Walt Disney non hanno nulla a che vedere. Ma la storia è ciclica e si ripete continuamente.

Il tema della prescrizione secondo Salvini

Il discorso ha, poi, lasciato il mondo fantastico (e sicuramente migliore) dei fumetti, spostandosi su temi più concretamente politici e che fanno riferimenti a temi sul recente passato. «Votammo chiedendo il rinvio di un anno perché il blocco della prescrizione andava inserito in un pacchetto – ha concluso il segretario della Lega a SkyTg24 -. Il ministro Bonafede ci disse che in un anno avrebbe fatto la riforma del processo penale, poi è scomparso».

(foto di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI + ANSA / MATTEO BAZZI)