Non è tutto scudo quello che luccica: la pirateria è stata solo leggermente colpita

I numeri di Agcom rappresentano solamente una piccola porzione di un ecosistema estremamente vasto

07/02/2024 di Enzo Boldi

Quando si parla di lotta alle attività criminali, uno è sempre meglio di zero. Dunque, 73 (tra indirizzi IP e DNS) sono ancor meglio del praticamente nulla che sussisteva fino alla scorsa settimana. I numeri diffusi da Agcom e l’esultanza del Commissario dell’Autorità Massimiliano Capitano sono, però, solamente uno dei risvolti della medaglia rappresentata dall’avvio della piattaforma Piracy Shield. Perché la lunga (probabilmente sterminata) strada verso l’abolizione totale della pirateria audiovisiva è ancora molto lunga.

LEGGI ANCHE > I numeri della prima giornata di Piracy Shield

Sono 65 i DNS bloccati a cui vanno aggiunti gli 8 IP che hanno subìto la stessa sorte. Il tutto nel giro di 30 minuti, a partire dalla segnalazione sulla piattaforma dedicata Privacy Shield fino all’oscuramento che ha messo K.O. molti dei siti su cui, da venerdì a lunedì, si stavano trasmettendo le partite della 23esima giornata del massimo campionato di calcio italiano. Numeri che sono positivi, ma che rischiano di rappresentare una goccia nell’oceano.

Piracy Shield, i lati oscuri dopo la prima giornata di Serie A

Nel vasto ecosistema della rete e di tutte le sue sfaccettature, i 65 domini bloccati (e gli 8 IP) possono rappresentare un successo solo all’apparenza. Perché se è vero che gli ISP (Internet Service Provider) hanno aderito alla piattaforma, ricevendo i ticket e provvedendo all’oscuramento in pochi minuti, è altrettanto vero che in rete molti match – tra cui Inter-Juventus – è stato visibile attraverso piattaforme pirata. Le colpe sono un po’ di tutti gli attori della rete. Cercando su Google, il più famoso e utilizzato motore di ricerca in Italia – «calcio streaming» – risultavano indicizzati molti portali dedicati alle trasmissioni. Non solo quelli detentori dei diritti di trasmissione, ma anche altre piattaforme.

A tutto ciò si affianca quel che da sempre accade sulle piattaforme di messaggistica instantanea. In particolare, su Telegram. Nel corso delle fasi antecedenti al fischio d’inizio di Inter-Juventus, centinaia di pagine e gruppi hanno condiviso il link a siti per poter vedere la partita senza pagare nessun abbonamento. E, parallelamente a tutto ciò, anche le IPTV hanno proseguito – nella maggior parte dei casi – nella trasmissione delle immagini live. Probabilmente, le segnalazioni (i ticket) sulla piattaforma Piracy Shield ci sono state, ma non tutte si sono completate con un intervento di oscuramento a causa dell’enorme mole di richieste di intervento.

Share this article
TAGS