Boccia stronca le polemiche sul passaporto sanitario: «È contro la Costituzione»

28/05/2020 di Ilaria Roncone

Parlare di passaporto sanitario non ha senso ed è contro la Costituzione. Se si riparte «sulla mobilità no a distinzioni tra le regioni»: queste le parole del ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, che durante l’audizione in Commissione federalismo fiscale della Camera invita a rileggere «l’articolo 120 della Carta. Una regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione». Non sarà quindi possibile per Sicilia e Sardegna, i cui governi regionali avevano avanzato la proposta, richiedere il passaporto sanitario per tutti quelli che vorranno viaggiare sulle isole quest’estate.

LEGGI ANCHE >>> Giorgia Meloni dice che se qualcosa si è mosso sul Recovery Fund è anche per le sue punzecchiature

Niente passaporto sanitario per le vacanze estive

Stando a quanto sancito dalla Costituzione, le regioni non hanno il potere di impedire la libera circolazione dei cittadini. La parola va lasciata agli scienziati, i quali hanno sempre sostenuto che un vero e proprio passaporto sanitario non possa esistere: «Se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono», ha chiarito Boccia in tal senso. La polemica ha riguardato, in particolare, il botta e risposta tra Beppe Sala – sindaco di Milano – e Christian Solinas – governatore della Sardegna -. Quest’ultimo avrebbe voluto domandare un patentino per i turisti della regione Lombardia che vogliono recarsi sull’isola dopo che, per primo, l’idea l’aveva lanciata il suo omonimo siciliano, Nello Musumeci. La risposta aspra di Sala in video non si è fatta attendere: «Mi ricorderò delle Regioni che parlano di patente di immunità».

Boccia fa appello al buon senso degli italiani

Niente mobilità differenziata a livello regionale, quindi. Per Boccia «ci dovrà essere buonsenso. Se tutte le regioni ripartono, ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione». Ci sarà una sola regola e varrà per tutti: «Se siamo sani ci muoviamo» con la possibilità – com’è stato finora – di prevedere una fase di quarantena qualora ci siano le condizioni. Sul fondo per le regioni, che ammonta a un miliardo e mezzo, ancora non si può dire se sarà abbastanza o no: «Nessuna regione italiana è in grado di dire oggi a quanto ammontano le minori entrate» perché solo a giugno si avranno i dati reali di questa prima fase.

(Immagine copertina dal profilo Facebook di Boccia)

Share this article