Il tifoso arrestato per l’omicidio Belardinelli avrebbe legami con la Camorra

di Enzo Boldi | 18/10/2019

Omicidio Belardinelli
  • Fabio Manduca, l'uomo arrestati questa mattina a Napoli, avrebbe dei legami con la camorra

  • Lo sostengono gli inquirenti che stanno indagando sull'omicidio Belardinelli

  • Il 39enne, ultrà del Napoli, sarebbe stato alla guida del suv che investi e uccise il tifoso del Varese

La svolta nella svolta nelle indagini sull’omicidio Belardinelli. Questa mattina, all’alba, è stato arrestato il tifoso del Napoli Fabio Manduca, accusato di essere la persona alla guida di quel mini-suv che investì e uccise il sostenitore del Varese protagonista degli scontri di via Novara, a un paio di chilometri dallo stadio San Siro. Il tutto avvenne circa due ore prima del fischio d’inizio del match di campionato Inter-Napoli, giocato lo scorso 26 dicembre. Una partita finita sulle pagine della cronaca non solo per questi violenti scontri tra tifosi – con Belardinelli che era giunto a Milano perché il suo gruppo di ultras del Varese (Blood & Honor, vicinissimo agli ideali dell’estrema destra) era gemellato con i tifosi nerazzurri, ma anche per i cori razzisti contro il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly. E, dopo l’arresto, arrivano nuovi dettagli sui legami di questo 32enne napoletano.

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L’accusa contro Fabio Manduca, 39 anni, è di omicidio volontario aggravato. L’uomo era già finito nel mirino delle indagini sull’omicidio Belardinelli, ma si era sempre celato dietro la facoltà di non rispondere di fronte agli inquirenti. Ma le ulteriori indagini, che hanno avuto un’accelerazione dell’ultimo mese, hanno portato a circoscrivere il cerchio attorno a lui. Sarebbe stato, dunque, proprio il 39enne napoletano a guidare quel mini-suv che ha investito Daniele Belardinelli in via Novara dopo che la carovana di automobili dei tifosi napoletani era stata presa d’assalto da alcuni sostenitori rivali.

Omicidio Belardinelli, l’arrestato e i presunti legami con la Camorra

Questa, almeno per il momento, è la ricostruzione fatta dalla Digos e dagli inquirenti. Dalle indagini, che si sono estese non solo agli accadimenti su quanto accaduto nel giorno di Santo Stefano del 2018, sarebbero emersi contatti con il mondo della Camorra gruppo ultras partenopeo dei ‘Mastiffs’.  Il 39enne, inoltre, risulta essere un piccolo imprenditore. Insieme al fratello, infatti, gestisce un’impresa di pompe funebri e questo arresto non farebbe altro che rendere ancora meno limpida la sua fedina penale. Nel suo passato, infatti, si ritrovano diversi precedenti: per furto, ricettazione, commercio di prodotti falsi e truffa.

Le perizie e le intercettazioni

La sua posizione nell’omicidio Belardinelli sembra essere molto delicata. Secondo le ricostruzioni, infatti, il 39enne napoletano era alla guida del suo Renault Kadjar mentre era incolonnato nella carovana dei tifosi azzurri che stavano raggiungendo San Siro per assistere a Inter-Napoli. Poi l’assalto di alcuni supporters avversari, tra cui lo stesso Belardinelli che sarebbe stato puntato, colpito e investito proprio da Manduca. A incastrarlo e a confermare queste accuse, inoltre, ci sarebbero non solo le immagini delle telecamere, ma anche perizie biologiche e sull’automobile posta sotto sequestro. Inoltre, anche da alcune intercettazioni telefoniche si intuirebbe la sua responsabilità.

(foro di copertina: ANSA/YOUTUBE)