Altro che “anno bellissimo”: per l’Ocse il 2019 sarà a crescita zero

di Daniele Tempera | 21/05/2019

via della seta
  • Secondo l'Ocse il nostro PIl rimarrà fermo quest'anno e tornerà a crescere leggermente il prossimo anno

  • Tinte nere anche per disoccupazione e debito pubblico

  • Mentre la frenata è dell'intera economia mondiale

A ricordarselo, siamo convinti, sfuggirà una risata anche ai rappresentanti dell’attuale maggioranza di governo, malgrado il Premier Conte si sforzi di ribadire che era solo una battuta. Sì, perché a distanza di mesi l'”anno bellissimo” di Giuseppe Conte, come l’abbattimento della povertà di Di Maio, sanno di paradossi amari. L’ultima tegola sulle speranze del Governo, viene dell’OCSE, che certifica quello che tutti, anche all’interno della maggioranza, ormai si aspettavano: il 2019 sarà per l’Italia un anno di stagnazione, ovvero di crescita zero per il PIL. E all’orizzonte ci sono nubi nerissime, con fantasmi che riaffiorano da quelli di un recente presente: stagnazione, frenata dei consumi, deficit e debito in salita, occupazione ai minimi fra i Paesi maggiormente sviluppati. Un quadro che stride molto con quello del governo, puntava su una seconda metà dell’anno in ripresa, anche grazie a “quota 100” e “reddito di cittadinanza”.

C’è da dire che le stime sono in relativo rialzo rispetto al mese scorso, quando la stessa organizzazione prevedeva, per il nostro PIL, una flessione del -0,2%.

Per l’Ocse la disoccupazione è destinata a salire

E anche la disoccupazione, per l’Ocse, è destinata in fondo a salire. Le persone in cerca di un lavoro, segnala il rapporto, saliranno all’11,7% nel 2019, dal 10,6% dello scorso anno, per poi aumentare ancora sopra il 12,3% nel 2020: ma il rapporto sottolinea come sia grave che «la disoccupazione abbia smesso di diminuire soprattutto tra i giovani e le donne», mentre «un ampio rallentamento del mercato del lavoro e una stagnante produttivita’ stanno frenando la crescita dei salari del settore privato». E il rallentamento dell’economia, è purtroppo mondiale.

Il rapporto include infatti revisioni al ribasso per molte importanti economie e avverte che gli attuali tassi di crescita non sono sufficienti per ottenere importanti miglioramenti in termini di occupazione o standard di vita. A livello mondiale,  «la crescita è rallentata bruscamente nell’ultimo anno, con la debolezza registrata nella seconda metà del 2018 che si è protratta nella prima parte del 2019 a causa delle persistenti tensioni commerciali» e le previsioni indicano una crescita del 3,2% quest’anno e del 3,4% nel 2020. Per rivedere la crescita, anche in Italia invece, si dovrà aspettare presumibilmente il 2020. Per il prossimo anno le stime di crescita per il nostro Paese si stabilizzano a +0.6%. A occhio insomma, nemmeno il 2020, sarà ascrivibile tra “gli anni bellissimi”.

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