Obama contro Trump: “Twittare davanti alla tv non cambia le cose”

L'ex presidente attacca l'inquilino della Casa Bianca in un comizio a Philadelphia alla vigilia dell'ultimo dibattito prima del voto

22/10/2020 di Redazione

Alla vigilia dell’ultimo dibattito prima del voto arriva l’attacco di Barack Obama contro Trump. L’ex presidente ha infatti parlato a Philadelphia, mettendo il dito in tutte le piaghe dell’attuale amministrazione e invitando a votare per il suo ex vice Joe Biden. Un discorso durissimo, forse il più duro mai fatto da un ex presidente contro un successore, che ha messo alla berlina l’inquilino della Casa Bianca soprattutto per l’emergenza Covid, gli attacchi alla Sanità e tutti gli scandali che hanno caratterizzato questi quattro anni.

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Obama contro Trump per lanciare Biden

Nel comizio di Obama contro Trump l’ex presidente ha attaccato il suo successore per aver “fatto a pezzi” la reputazione degli Stati Uniti nel mondo, definendo la presidenza Trump “un reality show”. “Mancano tredici giorni alla vostra elezione più importante e 13 è un numero fortunato”, ha esordito l’ex presidente davanti al drive-in elettorale di Philadelphia, la città simbolo dell’Unione e della Pennsylvania, uno degli Stati decisivi per la corsa alla Casa Bianca.

Obama ha attaccato Trump elencandone gli scandali e le scuse per la drammatica situazione del Paese nel bel mezzo della pandemia, scatenando la folla soprattutto sull’appoggio del presidente alle teorie cospirazioniste e complottiste come QAnon, sulle minacce e richieste di arresto per i suoi avversari politici, riutilizzando la frase di Savannah Guhtrie sullo “zio pazzo”. Obama contro Trump è stato però anche lo scontro su Obamacare e la copertura delle malattie preesistenti, con l’ex presidente che ha attaccato i repubblicani che “dicono da anni che lo sostituiranno con un nuovo programma sanitario, ma non ne hanno mai presentato uno” perché “la verità è che non hanno nessun piano”.

Obama contro Trump e le frasi sui militari

Tra i punti più duri del comizio di Obama contro Trump, il passaggio sulle offese di Trump ai soldati (“Joe Biden non chiamerà mai le donne e gli uomini delle nostre forze armate sfigati e perdenti”) m soprattutto il richiamo alla normalità e al fatto che “con Joe e Kamala alla Casa Bianca” non ci saranno più discussioni e polemiche ogni giorno.

Poi un richiamo allo scoop del New York Times sul conto corrente segreto di Trump in Cina e sulle tasse pagate, o meglio non pagate, dal presidente con l’aneddoto sul suo primo lavoro: “Ho pagato più tasse di lui quando avevo 15 anni e distribuivo gelati”. Poi l’attacco finale, con la presidenza Trump definita “un reality show” e col presidente accusato di non mostrare “interesse verso nessuno se non verso sé stesso”. Ma soprattutto con l’avvertimento che la democrazia negli Stati Uniti è a rischio perché “il presidente l’ha già detto diverse volte: ‘se il risultato sarà incerto, mi inventerò qualcosa'”. E quindi l’invito ad andare a votare e a convincere anche gli altri a farlo perché “non dobbiamo lasciare nessun dubbio” e “non mi interessano i sondaggi” che già nel 2016 si sono rivelati letali.

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