La giunta dice no al processo a Salvini su Open Arms: cosa succede ora

di Gianmichele Laino | 26/05/2020

open arms
  • L'esito della giunta autorizzazioni era scontato

  • Matteo Salvini si presenterà al Senato con il voto contrario della giunta rispetto all'autorizzazione a procedere

  • Cosa succederà adesso in aula con Italia Viva?

Quando si tratta delle richieste di autorizzazioni per i processi legati a Matteo Salvini le sorprese non finiscono mai. La giunta autorizzazioni ed elezioni al Senato, come era evidente già questa mattina dopo la mancata partecipazione di Italia Viva al voto, ha detto no al processo per Salvini sul caso Open Arms, la nave della ong sulla quale il ministro lasciò a bordo per diversi giorni 150 migranti. L’assenza di Italia Viva ha offerto una clamorosa sponda al leader del Carroccio che, in questo modo, avrà alle spalle una decisione consultiva della giunta che, tuttavia, avrà il suo peso in aula a Palazzo Madama.

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No processo Salvini, si può votare diversamente tra giunta e Senato?

Un problema politico e un problema tecnico. I voti difformi tra giunta e aula non sono mancati anche sullo stesso tema in passato. Sul caso Gregoretti, lo ricordiamo, fu addirittura la Lega a votare a favore dell’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, salvo poi votare no quando la discussione arrivò nell’aula del Senato.

Non è escluso, dunque, che ci possa essere un voto difforme anche a Palazzo Madama su questo punto, con la giunta che ha negato l’autorizzazione grazie all’assenza di Italia Viva e l’aula che potrebbe, in linea teorica, concederla al momento della votazione, tra qualche settimana.

No processo Salvini in commissione: cosa succede ora in aula?

L’esito del voto di oggi in commissione è apparso subito scontato dopo l’annuncio in mattinata di Italia Viva: contro il processo si sono espressi i cinque senatori della Lega, i quattro di Forza Italia, Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, Meinhard Durnwalder delle Autonomie, l’ex M5s Mario Giarrusso e il pentastellato Riccardo Ricciardi. I 13 voti (uno in più rispetto alla maggioranza assoluta) che servivano a far passare questa linea.

Ma il verdetto potrà essere ribaltato dall’aula del Senato quando si arriverà alla votazione collegiale. Occorrerà valutare, a quel punto, quali saranno gli equilibri interni alla maggioranza e se Italia Viva troverà una direzione comune sul tema rispetto alle altre forze che compongono e appoggiano il governo.