Modern Love, la serie che racconta la realtà nella sua versione più pura e sincera

21/10/2019 di Gaia Mellone

Guardare le serie televisive è un modo per evadere dalla realtà opprimente, noiosa, a volte triste. Attraverso le puntate che scorrono sui nostri schermi, dalla tv al tablet, passando per lo smartphone, sogniamo di vivere avventure ai limiti del mondo o dell’universo, amori così strazianti e coinvolgenti da poter essere credibili solo nella finzione. Ci immedesimiamo in personaggi creati ad hoc per trarre ispirazione e coraggio ad affrontare la monotonia quotidiana. A meno che non si stia guardando Modern Love. Gli 8 episodi prodotti da Amazon infatti raccontano storie vere, di persone vere, con sentimenti e problemi veri. E sì, un po’ di romanzato c’è – in fondo è pur sempre un contenuto di intrattenimento – ma alla fine di ogni storia sapere che quelle persone esistono realmente e che ciò che ci hanno raccontato è successo davvero, restituisce un po’ di fiducia nell’umanità e nella vita. Quella vera.

Modern Love, la serie-non serie che racconta la realtà

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Modern Love è una serie sull’amore, ma dire che è d’amore sarebbe riduttivo, soprattutto se lo si intende nel senso più banale e semplicistico. Fa ridere, fa piangere, fa riflettere. Modern Love racconta l’amore in tutte le sue forme: quello verso una persona perduta troppo presto, quello verso se stessi e le proprie fragilità, quello verso uno sconosciuto che fa parte della routine di ogni giorno, quello verso un bambino appena nato. Modern Love parla di vite reali, tra problemi coniugali e battaglie con la malattia mentale, tra iter di adozione e inconvenienti di un primo appuntamento. Modern Love è anche un capolavoro sotto ogni punto di vista. La regia è travolgente, non annoia mai aiutata da una sapiente scelta delle musiche e una sceneggiatura evocativa ma mai irreale: le parole che dicono i vari personaggi sono parole che abbiamo detto anche noi, o che avremmo tanto essere riusciti a dire. Ed è questa la grande forza di questa mini serie. La brutale, straziante, emozionante e commovente realtà. È una serie da guardare tutta d’un fiato, con fazzoletti a portata di mano. Ma è una di quelle serie che, alla fine dell’ultimo episodio, lascia qualcosa di importante dietro di sé. Lascia interrogativi allo spettatore che volente o nolente si trova a ripercorrere tappe della vita che ha vissuto o che vorrebbe vivere. Soprattutto lascia una grande speranza: quella che l’amore non si trova solo nella finzione di libri film o serie tv, ma anche in piccoli gesti quotidiani e nel coraggio di amare se stessi per come si è.

Le storie di Modern Love

Cosa tiene insieme così tanti aspetti dell’amore che Modern Love analizza? La realtà. Perché prima di essere una serie prodotta da Amazon, è stato un podcast recitato da grandi attori, e prima ancora è stato una rubrica del New York Times dove scrittori e newyorchesi qualunque hanno raccontato le loro straordinarie storie ordinarie. Ogni episodio è a sé stante. Cominciamo conoscendo lo splendido rapporto tra Maggie (Cristin Milioti) e il suo portiere Guzmin (Laurentiu Possa), che ha un dono straordinario nel capire cosa e chi è giusto per quella giovane trentenne alla ricerca di amore nella grande mela e che le starà accanto in uno dei momenti più delicati della sua vita. Poi incontriamo una giornalista (Catherine Keener) che intervistando un giovane nerd all’apice della sua carriera per aver cretao una app di appuntamenti, lo spiazza chiedendogli se sia mai stato innamorato: lui (Dev Patel) allora si apre completamente, e i due abbandonano i loro ruoli per raccontarsi l’un l’altro e imparando che l’amore non bisogna lasciarselo sfuggire. Diversa invece la storia di Lexi (Anne Hathaway), avvocato formidabile che però non riesce a costruire rapporti di vita decenti, in amore nel lavoro e nell’amicizia, perché soffre di disturbo bipolare, e combattendo l’ennesimo sbalzo d’umore tra entusiasmo e depressione, impara che l’unico modo per sopravvivere è avere fiducia negli altri e chiedere aiuto.

Poi ci sono Sarah e Dennis (rispettivamente Tina Fey e John Slattery), che devono trovare il modo di piacersi ancora dopo tanti anni di matrimonio e tenere insieme la propria famiglia anche quando i loro figli se ne saranno andati; scopriranno che il modo per loro migliore è giocare insieme a tennis. C’è anche una storia che parla di giovani ad un secondo appuntamento, che per via di gesti maldestri di Rob (John Gallagher Jr.) si trasforma in una notte in ospedale, con l’affascinante e imprendibile Yasmine (Sofia Boutella) che racconta tutto sui social network. I due nella notte finiranno per confidare l’un l’altro i propri demoni più nascosti, Perché a volte essere se stessi è più facile con uno sconosciuto. C’è poi Maddy (Julia Garner) che cerca di risolvere i suoi problemi legati all’assenza del padre instaurando un ambiguo rapporto con il suo capo Peter (Shea Whigham), che a sua volta si troverà costretto a guardarsi dentro per davvero e capire cosa vuole dalla sua vita. Poi c’è la storia della coppia gay formata da Tobin e Andy (Andrew Scott e Brandon Kyle Goodman) che adotteranno la figlia della senzatetto per scelta Karla (Olivia Cooke) dopo aver vissuto con lei. La ragazza  sfida qualsiasi preconcetto su cui si regge la loro routine e il loro vivere nella società, facendogli infine il regalo più bello del mondo. Infine c’è la storia d’amore tra due vedovi, Margot e Kenji (Jane Alexander e James Saito) che con grandissima dolcezza fanno capire che l’amore è sempre amore, ad ogni età. Che cambia i suoi ritmi, il tempo a disposizione e le energie, ma il sentimento resta sempre lo stesso di quando si è giovani. Un amore eternamente moderno. 

(credits immagine di copertina: Twitter Amazon Prime Video US@PrimeVideo)

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