Monica Napoli evidenzia la pochezza dei commenti alla foto della modella di Gucci con sindrome di Down

di Gianmichele Laino | 03/07/2020

modella down gucci

Ellie Goldstein è la modella con la sindrome di Down che è stata scelta da Gucci tra i testimonial per una sua campagna in collaborazione con Vogue Italia. Si tratta di un’iniziativa che ha visto la partecipazione del fotografo David PD Hyde, che ha realizzato alcuni scatti per il noto marchio di moda. La bellissima fotografia di Ellie Goldstein è uno dei pezzi più pregiati di questa campagna che, come al solito, noi italiani fatichiamo a capire. O, meglio, alcuni di noi faticano a capire.

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Modella down Gucci, i terribili commenti sui social

La giornalista di Sky Tg 24 Monica Napoli, infatti, ha selezionato alcuni dei peggiori commenti con cui alcuni nostri connazionali hanno accolto l’iniziativa di Gucci. C’è chi scrive che «questa wave di perbenismo ha rotto il cazzo», chi che «una modella dovrebbe essere presa per la sua bellezza e non per dell’inutile perbenismo». Commenti di questo genere si alternano, ovviamente, a quelli di utenti dei social network che apprezzano tantissimo la campagna di Gucci, ma sono le parole scagliate come pietre che fanno più male.

Modella down Gucci, la denuncia della giornalista Monica Napoli

C’è chi paragona la foto di Ellie Goldstein a quella di ‘trans ciccioni di CK’ oppure alle nuove modelle curvy, facendo voli pindarici non propriamente opportuni. C’è chi fa battute sui cromosomi e sul suo «essere una modella speciale». Un campionario dell’orrore che, sul suo profilo Twitter, la giornalista Monica Napoli ha avuto il coraggio di denunciare, non censurando nomi o cognomi delle persone che hanno rivolto questi commenti alla modella scelta da Gucci.

Inutile poi sottolineare che, oltre a questo elenco di commenti inappropriati, si aggiungono quelli maschilisti, di chi vede la donna come un semplice oggetto. Troviamo, ad esempio, l’utente che afferma di aver pagato per fare sesso «con donne peggiori» o di aver «scopato di peggio». Una sequenza che non sembra finire qui. E che ci porta inevitabilmente a dubitare sul genere umano. Non andrà tutto bene. Per niente.