Il professor Morelli prima dà del tu a Michela Murgia e poi le dice «zitta, zitta, zitta»

di Gianmichele Laino | 25/06/2020

Michela Murgia

La base dei talk radiofonici è questa: c’è un ospite al telefono (o in studio) e ci sono dei conduttori che gli fanno delle domande. Più la conversazione è incalzante, più è godibile a mezzo radio. Lo psichiatra Raffaele Morelli è stato ospite di Radio Capital e del Tg Zero, la trasmissione che ha in conduzione la scrittrice Michela Murgia. Dopo aver detto a Rtl 102.5 che «la donna si deve preoccupare se l’uomo non le mette gli occhi addosso», era necessario infatti un chiarimento rispetto a un pensiero che è stato molto criticato, soprattutto sui social network.

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Michela Murgia e il confronto con lo psichiatra Morelli

Michela Murgia parte proprio da quella frase che, tuttavia, lo psichiatra dice di aver pronunciato in un contesto più ampio. Contesto che viene riportato per intero dalla stessa scrittrice sarda che legge la sua dichiarazione dall’inizio alla fine:

«Se una donna esce di casa e gli uomini non le mettono gli occhi addosso – aveva detto lo psichiatra – deve preoccuparsi. Puoi fare l’avvocato o il magistrato e ottenere tutto il successo che vuoi, ma il femminile in una donna è la base su cui avviene il processo. Il femminile è il luogo che trasmette il desiderio. Se le donne non si sentono a proprio agio con il proprio vestito, torna in casa a cambiarselo. La donna è la regina della forma. La donna suscita il desiderio, guai se non fosse così».

Morelli a Michela Murgia: «Zitta, zitta, zitta»

Lo psichiatra, a quel punto, dice che il contesto è corretto e che lui stava parlando del concetto di femminilità che è alla radice della donna. Dice altre cose come «le bambine giocano con le bambole e i bambini no», parla di malattie in cui la femminilità non si realizza. Puntualmente, a ogni affermazione, Michela Murgia chiede un approfondimento, pone una domanda per capire meglio il concetto e per farlo capire all’ascoltatore (a sentirlo così, davvero non ci si credeva, effettivamente). A quel punto, Raffaele Morelli – che per tutta l’intervista ha dato del tu a Michela Murgia, mentre la scrittrice puntualmente gli dava del lei – ha chiuso la telefonata non prima di averle ripetuto più volte «zitta».

Michela Murgia si spazientisce ed è lei che dice allo psichiatra che se vuole può andare via, sia perché c’è stata una evidente disparità di registro (lei gli ha sempre dato del lei, mentre lui continuava a darle del tu), sia perché zittire una persona – sia essa uomo o donna – non è affatto gentile e non rispecchia nessun codice di comunicazione.