Matteo Salvini e la Pontida dell’Italia «che vincerà»

Matteo Salvini l’aveva preannunciato: «Sarà la Pontida più partecipata di sempre». E i numeri, seppur provvisori e non ufficiali, sembrano dargli ragione. Sul prato della kermesse leghista nel giorno più vivo si sono radunate almeno 70mila persone.

Matteo Salvini e la Pontida dell’Italia «che vincerà»

La giornata più attesa del weekend della Pontida 2019 è iniziata tra insulti e aggressioni. Prima il pugno alla telecamera del giornalista di Repubblica, minacciato e insultato, poi con le aggressioni verbali rivolte a Gad Lerner. Il giornalista è stato insultato pesantemente dai partecipanti alla kermesse leghista: «Bastardo», «Buffone», «Merda», «ebreo vai via!». Immagini e frasi che in poco tempo hanno fatto il giro del web sollevando grande indignazione, e facendo eco alle offese fatte dal palco da parte del deputato Vito Comencini contro il presidente della Repubblica. Nella giornata dedicata ai giovani leghisti infatti il deputato veneto 31enne aveva detto che Sergio Mattarella «mi fa schifo».

Matteo Salvini e i sorrisi «nel giorno di Maria Addolorata»

Ma è l’intervento di Matteo Salvini ad essere il momento più atteso, il clou dell’intero weekend. Salito sul palco sulle note de Nessun dorma della Turandot di Puccini, Matteo Salvini alterna il suo comizio a bagni di folla. ««Questo è uno spettacolo incredibile, questa è l’Italia che vincerà – esordisce l’ec vicepremier –  fatevelo voi l’applauso e vediamo se qualche telegiornale riuscirà a nascondere questo popolo. L’odio e la paura non abitano a Pontida, non cambierei la mia vita con quella di un Renzi di un Conte o di un Di Maio qualunque, tenetevi la poltrona». Prima di scendere dal palco e recarsi dinanzi all’albero della vita dove vengono resi omaggi ai militanti e volontari leghisti deceduti, Matteo Salvini fa il primo richiamo religioso: «Col sorriso si risponde agli insulti e pregando per loro nel giorno di Maria Addolorata».

Matteo Salvini lo dice in tutte le lingue

Poi il comizio vero e proprio comincia, ovviamente dall’attacco al governo giallorosso. Insolito il passaggio in cui Matteo Salvini comincia a recitare la stessa frase in diverse lingue, che ha scatenato l’ilarità sui social network. «Il popolo italiano non è schiavo di nessuno» è la frase ripetuta e declinata nei diversi idiomi, «sfideremo i traditori chiusi nei palazzi. Apriamo le porte agli italiani di buona volontà che sono schifati dal tradimento di chi ha svenduto il Paese. Chiamerò i mille sindaci e i governatori per preparare l’Italia che verrà». Sono quindi giunti gli attacchi contro Luigi Di Maio, «non cambio idea, è un amico anche se cambia fronte. Ma non condivido le sue scelte: mi spiace vedere che l’evoluzione dei 5 stelle si trasformi nel cappello in mano in Umbria per una poltrona».

La smania referendaria ed elettorale

Proprio ai sindaci e ai governatori Regionali aveva rivolto un appello il giorno precedente, invocando un referendum abrogativo per eliminare il passaggio sul proporzionale della legge elettorale. Dal palco della Pontida invoca invece un altro referendum. «Se toccheranno i decreti sicurezza non raccoglieremo 500mila firme per il referendum, raccoglieremo 5 milioni di firme per difendere i sacri confini del Paese – tuona Salvini – perché i nostri non sono morti sul Piave per avere i confini aperti».

 

(Credits immagine di copertina: Instagram matteosalviniofficial)

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Tra le braccia di questo straordinario Popolo! #Pontida

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