Matteo Salvini contestato ad Andria replica alle critiche: «Vi meritate la Azzolina»

di Federico Pallone | 26/06/2020

Salvini
  • Contestazione ad Andria per Matteo Salvini

  • Il leader della Lega ha risposto per le rime a chi gli urlava "buffone, buffone"

Contestazione ad Andria nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, arrivato nella serata di ieri per presentare la candidatura a sindaco di Antonio Scamarcio. Un gruppo di persone ha accolto l’ex ministro con fischi e con il coro «buffone, buffone», al quale Salvini ha replicato inviando baci volanti ironici. «Grazie anche ai quattro figli di papà dei centri sociali, mi state simpatici e lavoriamo anche per il vostro futuro», ha detto.

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Poi, come se non bastasse, Salvini ha replicato così a cori, fischi e urla che gli impedivano di parlare dal palco: «Sapete perché vinciamo? Perché sono convinto che al di là delle idee politiche, nessuno di voi andrebbe a disturbare come stanno facendo loro. Qui ci sono mamme e papà che hanno fallito. Vi meritate la Azzolina come ministra», ha detto innervosito Salvini rivolgendosi a chi lo contestava.

«Gireremo la Puglia parlando di temi concreti, ricordo come fosse ieri il fatto che non si può per andare a lavoro su un treno fra Andria e Corato, morire su un binario unico per colpa della incapacità di chi gestisce questa regione. E quei 23 morti meritano giustizia e qualcuno deve finire in galera perché non si può morire in quella maniera», ha detto ancora Salvini. «Quelli che ululano vadano a ululare con Vendola e con Emiliano. Dopo 15 anni li mandiamo a casa: è la promessa», ha continuato. «A Roma abbiamo dimostrato che le promesse sono debito: grazie a noi la legge Fornero non esiste più e con quota cento centinaia di migliaia di lavoratori hanno riacquistato i loro diritti», ha aggiunto e rivolto ai contestatori ha proseguito: «Se però c’è qualcuno che vuole Andria piena di immigrati, prima di andare via lasci il numero di conto corrente e li mantenete voi. Li pagate voi, ne abbiamo le palle piene di immigrati che non fanno un accidenti dalla mattina alla sera. Prima vengono gli italiani e poi il resto del mondo».

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