Liliana Segre, Mattarella ammette che l’Italia è un Paese intollerante

di Redazione | 08/11/2019

Mattarella su Liliana Segre
  • Sergio Mattarella ha commentato la notizia sulla scorta a Liliana Segre

  • Ha affermato che il problema dell'intolleranza è presente nel nostro Paese

  • Lo ha detto inaugurando l'anno accademico al Bio Campus di Roma

Quando il presidente della Repubblica parla, lo fa sempre utilizzando toni il meno propagandistico possibile, sempre aderente a quella che può essere la realtà. Se, dunque, Sergio Mattarella su Liliana Segre commenta la notizia della scorta con questa frase, allora significa che la fotografia attuale del nostro Paese è davvero questa.

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Mattarella su Liliana Segre: «Intolleranza esiste»

«Se è necessario a una signora anziana – ha detto Mattarella alla inaugurazione dell’Anno accademico del BioCampus di Roma -, che non ha mai fatto male alcuno ma che il male lo ha subito da bambina in modo crudele, come Liliana Segre, di avere una scorta, vuol dire che questi interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà invece di odio, non sono astratti o retorici ma molto concreti».

Il pericolo antisemitismo in Italia è reale. Esiste. L’ammissione arriva direttamente dal Colle, dove non sono abituati a parlare per slogan o a divulgare dati che possano distorcere la realtà. Sergio Mattarella ha affrontato la tematica in maniera molto franca, senza misurarsi, questa volta. La sua ammissione, molto forte in un momento in cui tutti i nostri valori sembrano messi in discussione, punta a riportare il Paese sui binari della correttezza e del rispetto istituzionale.

Mattarella su Liliana Segre, l’affondo del presidente

Nel 2018, fu proprio Sergio Mattarella a nominare Liliana Segre senatrice a vita. Per questo motivo, forse, ha avvertito l’esigenza di intervenire sul tema, senza tacere e senza omettere gli aspetti anche più crudeli di questa vicenda di intolleranza. E ha voluto chiudere così il suo discorso: «La contrapposizione tra solidarietà e intolleranza, odio e contrapposizione non è una alternativa retorica, ma un qualcosa di concreto e tangibile».

FOTO: ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE – PAOLO GIANDOTTI