I sovranisti esultano, ma l’equipaggio della Mare Jonio non è indagato

di Gianmichele Laino | 11/05/2019

Mare Jonio
  • L'equipaggio della Mare Jonio non è indagato al momento

  • La smentita arriva dai magistrati della procura di Agrigento

  • Mediterranea: "Ci accusano di non aver rimandato in un paese in guerra 30 persone, per noi è una medaglia"

La notizia si era diffusa nella giornata di ieri e aveva fatto esultare i social network dei sovranisti. Probabile anche che il post di Matteo Salvini, contento per il sequestro della nave Mare Jonio arrivata in porto, abbia contribuito alla diffusione dell’equivoco. Tuttavia, la procura di Agrigento ci tiene a sottolineare che l’equipaggio della nave della ong Mediterranea non risulta iscritto nel registro degli indagati.

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Mare Jonio, la procura smentisce le indagini sull’equipaggio

La nave, infatti, ha salvato 30 migranti da un barcone in avaria a 40 miglia dalle coste libiche, in acque internazionali. La nave è poi approdata a Lampedusa. Proprio per questo motivo, alcune fonti – evidentemente non verificate – avevano diffuso la bufala dell’indagine sull’equipaggio della nave per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Tra le persone presenti a bordo, c’è anche un sacerdote e il militante Luca Casarini, spesso – in questo ultimo periodo – additato dalla narrazione sovranista come il ‘simbolo’ degli equipaggi italiani a bordo delle navi delle ong che salvano vite in mare. Ora la procura di Agrigento dovrà pronunciarsi entro la giornata di lunedì sul sequestro della nave operato su indicazione del Viminale.

La risposta dell’equipaggio della Mare Jonio

Proprio in queste ore, sempre sul versante immigrazione, tiene banco un’altra questione, ovvero quella della preparazione di un decreto sicurezza-bis da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini che prevederebbe multe tra i 3500 e i 5500 euro a migrante per le ong che salvano vite in mare.

Intanto, l’equipaggio della Mare Jonio resta convinto della bontà della sua operazione. In un tweet, si è dichiarato soddisfatto per aver salvato delle vite umane e non averle riportate nell’inferno libico, dove infuria una vera e propria guerra.

FOTO: ANSA/Elio Desiderio

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