Il decreto-bis di Salvini sulla sicurezza con multe da 5000 euro per ogni migrante salvato dalle ong

di Gianmichele Laino | 11/05/2019

decreto sicurezza-bis
  • Il decreto sicurezza-bis di Matteo Salvini è stato diffuso a mezzo stampa

  • Ma il Movimento 5 Stelle non è d'accordo e non è stato consultato in merito

  • Ecco cosa prevede il nuovo provvedimento

Matteo Salvini sembra essere furioso sul tema dei rimpatri e della lotta agli sbarchi. Percepisce che le sue promesse elettorali, soprattutto sul primo punto, non sono state rispettate e che il ritmo dei rimpatri è addirittura più basso che in passato. Gli sbarchi sono diminuiti, così come le attività delle ong in mare. Ma, in percentuale, il numero dei morti nel Mediterraneo continua a essere molto alto.

Decreto sicurezza-bis: cosa prevede

Per evitare altri problemi e, soprattutto, per stimolare il governo verso i suoi atti di indirizzo, Matteo Salvini ha preparato un decreto sicurezza-bis, fatto circolare attraverso gli organi di stampa, per il quale però l’alleato di governo del M5S non era stato consultato. Un vero problema, soprattutto se in un esecutivo ci sono due forze politiche che hanno competenze in materia.

Oltre a prevedere lo scambio di competenze tra ministeri sulla gestione dei porti, questo decreto sicurezza-bis andrebbe a colpire direttamente le ong, prevedendo una multa salatissima – corrispondente a 5000 euro – per ogni migrante salvato. Si pensi al caso della ong Mediterranea che, lo scorso 9 maggio, ha salvato 30 persone. La multa finale da pagare, con un decreto del genere diventato legge, sarebbe di 150mila euro. Un costo insostenibile per le organizzazioni non governative che, essendo non profit, non hanno ricavi.

Non solo immigrazione, ecco cosa c’è nel nuovo decreto sicurezza-bis

Inoltre, alle navi della ong potrebbe essere revocata la licenza per un periodo compreso tra un mese e un anno. Non solo: il decreto sicurezza-bis usa la mano pesante anche sulle manifestazioni e sui cortei. Chi provoca danni nel corso di manifestazioni subirà condanne da uno a quattro anni di carcere. E a finire nel mirino delle forze dell’ordine non saranno soltanto quelli che brandiscono mazze o spranghe, ma anche coloro che utilizzeranno mezzi di protezione passiva come scudi o cose del genere. Insomma, ciò che molto spesso era stato l’unico argine contro le manganellate – spesso arbitrarie – delle forze dell’ordine, potrebbe essere motivo di sanzione.

Il decreto sicurezza-bis, infine, prevede una task-force contro i latitanti (viene denominato norma ‘spazzaclan’) e il potenziamento degli agenti infiltrati stranieri e delle norme di sicurezza nel corso delle Universiadi di Napoli.

Un ulteriore elemento difensivo di Matteo Salvini è rappresentato dalla lettera inviata a Giuseppe Conte in cui il ministro dell’Interno scarica la propria responsabilità sui rimpatri anche sul governo e sui rapporti internazionali messi in piedi dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Un nuovo modo per dire ai propri elettori «non è colpa mia se il problema immigrazione non è stato risolto come avrei voluto».

FOTO: ANSA / CIRO FUSCO