Ctrl C(onte) + Ctrl V: il presidente del Consiglio parla di «manovra coraggiosa». Come fece l’anno scorso

di Enzo Boldi | 17/10/2019

Manovra coraggiosa
  • Lo spartito sembra essere lo stesso di quando c'era il governo gialloverde. Anche perché è lo stesso direttore d'orchestra

  • Giuseppe Conte, stavolta, non parla di anno bellissimo

  • Riutilizza, però, la formula "manovra coraggiosa ed espansiva"

Cambiano i toni, non la sostanza. Giuseppe Conte, nelle sue interviste rilasciate a Il Fatto Quotidiano e a Il Corriere della Sera, ha parlato dei provvedimenti economico-finanziari che il suo governo sta definendo con il Def (su cui si abbatterà, come da tradizione, una valanga di emendamenti come già promesso da Italia Viva). Ma l’ottimismo non sembra mancare al presidente del Consiglio che, almeno stavolta, mantiene i piedi ben saldi in terra lasciandosi alle spalle quell’avventata dichiarazione dell’anno bellissimo (che poi così bello non è stato). Il suo eloquio, tipicamente da avvocato, si perde però in una formula dialettica già utilizzata lo scorso anno e che tradisce una scarsa fantasia: «Sarà una manovra coraggiosa ed espansiva». Già fatto, già detto. Sperando che non porti agli stessi risultati del 2019.

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Una sorta di coperta di Linus, la dichiarazione di Giuseppe Conte, che si rifugia in artifizi linguistici che sembrano essere ben auguranti. L’ottimismo, è ovvio, non deve mai mancare nelle dichiarazioni di un capo del governo, ma ripetere a mo’ di copia&incolla le stesse parole, poco fortunate, pronunciate lo scorso anno, non sembra essere il migliore dei viatici per l’ennesimo anno duro (a livello economico-finanziario) che attende l’Italia e i suoi cittadini. Si parla di aumento di alcune tasse (non sulle merendine come qualche politicante ora all’opposizione continua a ribadire) che verranno controbilanciate da una crescita di pensioni. Di cashback, rimborsi e detrazioni che dovrebbero far ripartite il sistema Italia fermo in una situazione stantia e di stallo da tanto, troppo tempo. Dichiarazione che ricalca in pieno quanto detto circa 13 mesi fa, quando Lega e Movimento 5 Stelle avevano apparecchiato il tavolo per il rilancio del Paese.

La seconda manovra coraggiosa di Conte

Un rilancio che, poi, si è rivelato un boomerang. Crescita zero, ai limiti della decrescita, ma sempre affrontata con il sorriso sul volto. La decrescita felice, ma non per tutti i cittadini che si aspettavano tanto dal governo del Cambiamento che ha cambiato poco o che, almeno per i primo anno, non ha portato a grandi variazioni dello status quo. E in economia, quando nulla cambia e la situazione resta piatta, non vale il motto latino «in medio stat virtus».

Basta che non sia un anno bellissimo

I «provvedimenti elettorali», Reddito di Cittadinanza e Quota 100, non hanno portato a grandissimi risultati, se no spasmodiche e immotivate esultanze sui social o da balconi. Ma quelle finestre sono state repentinamente chiuse e da Palazzo Chigi nessuno si è più affacciato per gridare al cielo «abbiamo abolito la povertà». Una manovra coraggiosa ed espansiva, dunque. Nulla di nuovo sul fronte occidentale.

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)