Dietro la carenza di posti in terapia intensiva si nasconde un altro allarme: mancano 4.000 anestesisti

A denunciarlo è l'anestesista di Piergiorgio Welby, primario di rianimazione a Casalmaggiore

di Ilaria Roncone | 17/10/2020

anestesisti

Mario Riccio, consigliere dell’Associazione Coscioni, lavora come primario di rianimazione a Casalmaggiore, in provincia di Cremona. In passato è stato anestesista di Piergiorgio Welby – per il cui caso è stato recentemente presentato appello da parte del pm contro l’assoluzione di Cappato e Welby -. Nella sua attività di tutela del diritto alla Salute ha voluto lanciare un allarme riportando quanto dichiarato dal Presidente nazionale degli anestesisti in queste giornate in cui gli occhi sono tutti puntati sulle terapie intensive.

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«Non solo posti letto, mancano 4.000 anestesisti»

Mario Riccio ha detto senza tanti mezzi termini: «L’allarme dei posti letto è reale ma nasconde un’altra emergenza che ritengo maggiore, relativa alla crisi di personale». La riflessione che invita a fare è quella sulla mancanza di persona poiché «se letti e respiratori si possono acquistare il personale non si può creare». Si tratta  di una mancanza che ha già avuto il suo gran peso nella difficile gestione della prima ondata del Covid che abbiamo dovuto affrontare lo scorso marzo.

Lontani dal rapporto ottimale paziente anestesista di 1 a 4

Riccio ha spiegato che esiste un rapporto ottimale tra personale sanitario e numero di pazienti. Per gli infermieri si tratta di 1 a 2 mentre per gli anestesisti si scende a 1 a 4. Senza dover scomodare l’attuale emergenza sanitaria – quindi nell’Italia al di fuori della pandemia – mancano 4.00 anestesisti secondo i dati Siaarti. Occorre, per prepararsi alla seconda ondata e essere efficienti, sospendere tutte quelle attività non urgenti in determinate aree andando a coinvolgere nel settore pubblico anche il personale delle strutture convenzionate minori come ad esempio le case di cura. Queste risorse andranno spostate nei reparti Covid così da evitare il collasso del sistema cui abbiamo assistito la scorsa primavera.