Dietro l’omicidio di Luca Sacchi il giallo del tradimento dell’amico (ritrovato) di liceo

di Redazione | 02/11/2019

Luca Sacchi
  • Dietro l'omicidio di Luca Sacchi ci sarebbe il tradimento di un amico

  • Giovanni Princi ha precedenti per droga

  • Avrebbe venduto gli amici per soldi o per acquisire credito presso i pusher

Ci sono ancora molti, moltissimi punti non chiari rispetto all’omicidio di Luca Sacchi. Il 24enne ha perso la vita in seguito a un colpo di pistola in testa nella serata del 23 ottobre. Se all’inizio di parlava di una rapina andata male, giorno dopo giorno le indagini hanno restituito una realtà molto diversa che ha a che fare con il mondo della droga. I fatti sono ancora poco chiari e gli inquirenti forniscono sempre nuovi elementi, l’ultimo dei quali avrebbe portato a galla un possibile tradimento. Protagonista dell’atto sarebbe Giovanni Princi, inizialmente considerato come persona informata dei fatti perché presente nel pub, ma che in realtà avrebbe un ruolo ben più di rilievo nella vicenda.

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Luca Sacchi sarebbe stato tradito dal vecchio amico di liceo Giovanni Princi

Chi è Giovanni Princi? Il giovane è un vecchio compagno di liceo di Luca Sacchi, un amico ritrovato circa cinque mesi fa. L’idea che emerge dall’indagine e che sarebbe proprio lui ad aver “fregato” Luca per questioni di soldi o per acquisire credito con i pusher. All’arrivo dei carabinieri sul luogo del delitto Princi non c’era; il giovane si è palesato solo qualche ora dopo, all’ospedale, per stare accanto a Luca. Givoanni Princi ha precedenti legati alla droga e, secondo i testimoni, sul luogo del delitto era presente. Proprio lui è risultato essere il contatto tra Luca Sacchi e i due emissari mandati da Valerio Del Grosso. Proprio lui ha incontrato, la sera dei fatti, Simone Piromelli e Valerio Rispoli. Sono loro tre che avrebbero dovuto occuparsi dello scambio e non si sa per quale ragione loro fossero dentro il pub e Luca e Anastasya fossero fuori. Proprio da lì hanno sentito lo sparo e, all’arrivo dei carabinieri qualche minuto dopo, di loro non c’era traccia. Il collegamento di Rispoli e Piromelli con il killer è emerso da subito, a differenza della ragione per cui Princi si sia dato alla fuga insieme a loro.

Omicidio Luca Sacchi: la versione poco chiara di giovanni Princi

Intercettato in ospedale, Giovanni Princi è stato sentito come “persona informata dei fatti” e da subito la sua versione è risultata confusionaria. Per lui la questione della droga non esiste, fa riferimento a una «serata tra amici finita male». Il gip dell’ordinanza disposta per l’arresto di Del Grosso scrive che il giovane ha “negato di conoscere Del Grosso, Rispoli e Pieromelli“. Senz’altro una bugia, considerato che entrambi gli emissari sono stati concordi nell’affermare di aver trattato proprio con Princi. Immediato il collegamento di chi indaga, che ha valutato Princi come il più “strutturato”, quello che ha già precedenti nell’ambito, in una storia di droga che coinvolge persone giovanissime. Perché, quindi, Princi ha mentito e perché dopo lo sparo è scappato via per ricompare in ospedale? Perché ha incontrato i pusher da solo con Anastasia? La pista su cui indagano gli inquirenti lo vede come traditore, colui che ha venduto i suoi amici mettendosi d’accordo con Piromelli, Rispoli e forse Del Grosso per prendere i soldi senza dare l’hashish in cambio.

Il papà di Luca: «Si fidava troppo»

Intanto i genitori di Luca Sacchi sono tornati a parlare della vicenda: «Apprezziamo il coraggio e le parole della madre di Valerio Del Grosso, ma niente e nessuno potrà farci riabbracciare il nostro Luca. Chiediamo soltanto sia fatta giustizia». Proprio il padre di Luca, Alfonso, ha affermato che suo figlio si fidava troppo e ha definito Princi come un conoscente con cui il figlio aveva riallacciato i rapporti da qualche mese, una persona che andava a correre in pista con Luca ma che il figlio non aveva mai fatto salire in casa.

(Credits foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)