Willy, la polemica sul tweet di Luca Bizzarri che parla di «assassino presunto fino al processo»

Bizzarri è schizzato in cima ai trend di Twitter per via di un ragionamento che ha fatto sulla vicenda Coleferro

di Ilaria Roncone | 08/09/2020

«Un assassino è “presunto” fino a che un tribunale dice che è un assassino»: comincia così il post di Luca Bizzarri su Willy che sta facendo discutere sui social e che altro non esprime che il principio di presunzione di innocenza o di non colpevolezza. Si tratta del principio giuridico secondo cui un imputato – in questo caso i quattro giovani accusati di omicidio preterintenzionale – è considerato non colpevole sino a che non venga provato il contrario. Il ragionamento fatto dal comico gli sta valendo una serie di critiche.

LEGGI ANCHE >>> La raccolta fondi per aiutare la famiglia di Willy

«Un paese che fatica a capire» il concetto di presunto


Luca Bizzarri parla dell’Italia come di un paese che «fatica, o più spesso rinuncia, a comprendere questo concetto» affermando che, in questo modo, non si può migliorare. Così facendo – additando e insultando i colpevoli sulle bacheche, riempiendo i social di giudizi e dando per certo ciò che una sentenza non ha ancora appruato – rimaniamo «un popolo che vuol farsi giustizia da sé è un popolo senza giustizia. È un popolo, appunto, di picchiatori». In molti non hanno apprezzato il ragionamento del presentatore e in molti hanno risposto. «Presunti non si puo sentire, sono degli assassini, e lo devi dire forte e chiaro», gli risponde qualcuno, e lui ribatte: «Chi sono gli assassini, in Italia, lo decidono i tribunali. Non io, non te. Oppure se vuoi ci mettiamo tutti con la carabina alla finestra e ci facciamo giustizia da soli.».

Bizzarri su Willy: «Vedo tutti tanto distanti da ciò che è avvenuto, ma qualcuno lo è meno»


Già ieri, ancor prima della polemica sul presunto assassino, Luca Bizzarri si era espresso sulla vicenda invitando a riflettere. Sì al dolore e all’indignazione, insomma, ma anche a «capire dove ha origine, quale cultura manchi e quale sottocultura invece causi tragedie del genere». L’invito di Bizzarri è chiaro e l’allusione pure: in tanti siamo diciamo di aberrare vicende come quelle di Colleferro ma, all’atto pratico, tutti quelli che pubblicano e accusano sono realmente persone che – nella vita di tutti i giorni – pensano e agiscono seguendo quanto tutti stiamo affermando in questo momento?