Social in rivolta: Leica accusata di farsi pubblicità sfruttando Gabriele Micalizzi

di Francesco Collina | 21/02/2019

  • Leica ha pubblicato su Facebook le immagini delle fotocamere insanguinate e distrutte di Gabriele Micalizzi

  • Il fotografo era stato colpito agli occhi dalle schegge di un razzo rischiando di perdere la vista

  • Il post è stato fortemente criticato da diversi utenti

Non sembra esser affatto piaciuto agli utenti dei social network, l’ultimo post su Facebook nella pagina ufficiale della Leica. La celeberrima casa fotografica tedesca, infatti, nel suo profilo italiano ha pubblicato le immagini della macchina fotografica di Gabriele Micalizzi, il fotoreporter di 34 anni rimasto ferito in Siria, sottintendendo che, se Micalizzi si sia salvato, lo si deve anche alla qualità del prodotto tedesco.

Leica pubblica le dichiarazioni di Gabriele Micalizzi: i social non gradiscono

«Trovo la trovata pubblicitaria un pochino avvoltoistica….ben più basso del prestigio del marchio», commenta un utente a cui fa eco un’altra considerazione al vetriolo «Grandissimo Gabriele, ma finitela con ‘sta storia di Leica ti Salva la Vita. Con una banalissima D3 col banalissimo 24-70 2.8 gli sarebbe andata pure meglio», e ancora «Un altro marchio non lo avrebbe salvato?».

Gabriele Micalizzi era stato ferito in Siria lo scorso 11 febbraio da un razzo RPG mentre seguiva l’offensiva delle forze curde contro le postazioni dell’Isis a Deir Ezzor, nella zona orientale della Siria al confine con l’Iraq. Le schegge causate dall’esplosione lo avevano colpito in diversi punti mettendo soprattuto a rischio, però, la funzionalità degli occhi.

Gabriele Micalizzi: «La Leica mi ha riparato gli occhi dalle schegge»

Come ha dichiarato lui stesso nell’intervista rilasciata a ‘il Giornale’ sarebbe stata proprio la Leica a bloccare le schegge del razzo più pericolose per gli occhi: «Le protezioni, che bisogna sempre avere in prima linea, mi hanno salvato la vita. Non solo: la Leica, che stavo usando per le foto, mi ha riparato la faccia salvandomi gli occhi dalle schegge».

La casa tedesca ha subito approfittato di questa dichiarazione e ha condiviso così sulla sua pagina le immagini delle macchine fotografiche di Gabriele Micalizzi macchiate di sangue e con gli obiettivi distrutti. La scelta dello storico marchio, nonostante qualche commento positivo, non è stata apprezzata dagli utenti social appassionati di fotografia. Contrariamente a tutte le regole della sintassi fotografica sembrerebbe che Leica abbia ‘scattato’ cogliendo l’attimo, certo, ma quello meno opportuno.

 

(Credits immagine di copertina: profilo Facebook di Leica Camera Italia)