Gabriele Micalizzi, il suo racconto: «Mi sento un miracolato»

di Gaia Mellone | 19/02/2019

  • Gabriele Micalizzi è stato ferito in Siria l'11 febbraio

  • Dopo un primo soccorso all'ospedale statunitense di Bagdad, è stato portato al San Raffaele di Milano

  • Il suo racconto: «Ho sentito un boato, poi mi sono ritrovato a terra esanime»

Gabriele Micalizzi, il fotografo italiano e co-fondatore di Cesura Lab rimasto colpito mentre lavorava in Siria, ha raccontato con un breve messaggio a Radio Anch’io i terribili momenti del suo ferimento. «Mi sento un miracolato» ha detto ai microfoni della trasmissione Micalizzi, che ora è ricoverato all’Ospedale San Raffaele di Milano dove verrà sottoposto ad un intervento.

Gabriele Micalizzi, il suo racconto: «Mi sento un miracolato»

Gabriele Micalizzi è stato colpito in Siria mentre stava lavorando ad un reportage sull’offensiva contro l’Isis. Insieme ad un collega della Cnn, il fotoreporter si trovava all’interno di un edificio bersagliato da colpi di kalashnikov.  «Mi trovavo a Al-Baghuz, in Siria, nella frontline dove c’è l’ultimo caposaldo dell’Isis» ha spiegato in un messaggio affidato a Radio Anch’io. «Ad un certo punto ho sentito un boato, ho visto esplodere la persona a fianco a me e mi sono trovato per terra esanime» racconta Micalizzi ricordando i momenti in cui è rimasto ferito al braccio e al volto. Attimi di terrore e di confusione: «In un secondo ho capito che la situazione era grave ma non so come alla fine sono sopravvissuto». Gabriele dice che si sente «un miracolato» e che se è ancora vivo è «sicuramente grazie all’elmetto e al giubbetto e alla macchina fotografica che mi ha coperto la faccia». «Quindi sono stato ricoverato e mi hanno trasferito» ha continuato, per poi aggiungere: «Vorrei ringraziare, porgere le mie condoglianze alla famiglia del soldato curdo morto, ai fratelli curdi, il comandante che è stato ferito a fianco a me, spero che si riprendano presto, e ringraziarli per quello che stanno facendo là sotto, che comunque è degno di nota: stanno sacrificando le loro vite anche per noi».

Gabriele Micalizzi è tornato in Italia, le sue condizioni

Il fotografo era stato trasportato in elicottero all’ospedale statunitense di Bagdad, dove aveva ricevuto le prime cure. Era circolata la notizia che avesse perso la vista da un occhio: fortunatamente Micalizzi ha ancora speranze di tornare a vedere. Al suo arrivo all’Ospedale San Raffaele di Milano è stato visitato dai medici che hanno poi rilasciato un comunicato stampa dove si legge che è stata evidenziata « una riduzione della capacità visiva bilateralmente in conseguenza di una lesione contusiva da contraccolpo di entrambi i bulbi oculari. La prognosi sul recupero visivo è riservata e al momento non emergono indicazioni chirurgiche di urgenza. La sofferenza uditiva, anch’essa legata al violento trauma subìto, è oggetto di terapia specifica e richiederà controlli assidui nei prossimi giorni. Il paziente necessita ancora di medicazioni alla mano destra per esiti delle lesioni provocate dall’esplosione». Oggi i medici hanno dato notizie rassicuranti, dichiarando che le sue condizioni «in generale non destano preoccupazioni e sono in miglioramento».

 (credits immagine di copertina: ANSA/ FACEBOOK)