Stati Uniti, due accuse di omicidio per il killer di Kenosha

La procura della cittadina chiede la condanna del 17enne Kyle Rittenhouse anche per tentato omicidio

28/08/2020 di Redazione

Il killer 17enne che ha ucciso due persone la notte scorsa durante le manifestazioni a Kenosha rischia l’ergastolo. La procura della cittadina del Wisconsin ha infatti deciso di portare in tribunale il 17enne Kyle Rittenhouse con due accuse di omicidio, una di tentato omicidio e due di creazione di pericolo. Accuse pesanti, che mostrano un’evidente differenza di approccio tra la procura e le forze di polizia, che molti video sulla rete hanno visto aiutare e sostenere le milizie private scese in strada per reprimere le proteste e farsi giustizia da soli.

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Accuse e sostegno al killer 17enne

Le accuse della procura, mettono per iscritto la gravità di quello che Kyle Rittenhouse ha fatto nella notte tra martedì e mercoledì, rendendo possibile una condanna all’ergastolo per il minorenne che ha ucciso 2 persone, ferendone una terza e sparando tra la folle dei manifestanti. Rittenhouse, per il quale migliaia di persone stanno inviando soldi alla famiglia in vista del processo dopo il rifiuto di GoFundMe di raccogliere i soldi, è accusato di omicidio di primo grado, omicidio colposo di primo grado, tentato omicidio e di ben due capi di creazione di pericolo di primo grado. Accuse gravissime per le quali il ragazzo, accompagnato a Kenosha dalla madre, anche lei parte della milizia auto reclutatasi via Facebook, rischia come detto l’ergastolo senza possibilità di sconti di pena.

I video del killer 17enne

Sono tanti i video in rete che mostrano il killer 17enne prima e dopo gli omicidi dei due manifestanti, Anthony Huber e Joseph Rosenbaum e il ferimento di una terza persona. I filmati mostrano anche chiaramente come Rittenhouse cammini tranquillamente dopo gli omicidi verso la polizia senza che nessuno lo fermi.

Un atteggiamento, quello delle forze dell’ordine, che ha creato polemiche fin da subito per i filmati dei poliziotti che offrivano acqua da bere alle milizie armate che pattugliavano illegalmente la città e soprattutto per le gestione del post omicidi, con lo sceriffo della cittadina che non solo sorrideva mentre spiegava di non aver arrestato il ragazzo ma che è arrivato a dire che parte della colpa della morte dei due ragazzi uccisi dal killer è delle vittime stesse che non avrebbero rispettato il coprifuoco in vigore. Lo stesso sceriffo aveva attaccato pesantemente il governatore del Wisconsin, Tony Evers, per aver criticato la polizia nel caso di Jacob Blake, il 29 afroamericano rimasto paralizzato dopo essere stato colpito alle spalle da sette colpi di arma da fuoco sparati da un agente durante un controllo. Ovvero il caso che ha scatenato le proteste e le manifestazioni che stanno prendendo piede in tutti gli Stati Uniti.

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