Manovra senza aumento dell’Iva: deficit/pil al 2,2%, crescita dello 0,1% nel 2019

di Redazione | 30/09/2019

Iva

Un governo che è stato formato per scongiurare l’aumento dell’Iva non poteva aumentare l’Iva. L’equazione sembra essere piuttosto chiara. Eppure, è stata messa in dubbio nelle ultime ore. Dal consiglio dei ministri di oggi, invece, emerge che non ci sarà nessun aumento dell’imposta sul valore aggiunto ma che, anzi, ci potranno essere delle revisioni al ribasso per alcuni beni di prima necessità. Il primo passaggio decisivo per questo nuovo esecutivo ha tenuto rispetto alle attese.

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Niente Iva nella manovra: il governo raggiunge l’obiettivo

Ecco i primi numeri della manovra economica, che emergono dal NaDef, la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza. Il rapporto deficit/pil sarà al 2,2% sia nel 2019, sia nel 2020, per poi scendere all’1,8% nel 2021. La crescita stimata per il 2019 è stata rivista al ribasso, in virtù di effetti poco decisivi delle misure bandiera del precedente governo, quota 100 e reddito di cittadinanza. Per questo motivo, la stima di crescita del Pil è fissata allo 0,1% per il 2019 e allo 0,6% per il 2020.

Niente iva, i numeri della manovra

La manovra potrebbe valere circa 37 miliardi di euro, tenendo conto dei 23 miliardi per sterilizzare le clausole di salvaguardia dell’iva e altri 14 miliardi (0,8% di Pil) per gli altri interventi. Anche il debito pubblico dovrebbe scendere, fino ad arrivare al 131% nel 2021. Nella manovra sarà prevista anche quella misura che il Partito Democratico aveva fortemente voluto, ovvero la riduzione graduale del cuneo fiscale: finanziati per questo motivo 2,5 miliardi nel 2020 e altri 5 miliardi nei successivi due anni.

7 miliardi verranno dalla lotta all’evasione fiscale (con la diffusione di strumenti di pagamento tracciabili), mentre 1,8 miliardi riguarderanno la spending review.

Inserito anche il Green New Deal, come lo ha spesso chiamato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: si prevede la riconversione e l’efficientamento del sistema produttivo – si legge nel documento – con un contestuale rafforzamento delle politiche di sviluppo a sostegno dell’innovazione, anche attraverso la combinazione di intervento pubblico e privato.

FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI

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