Sea Watch invitata alla Camera in occasione della discussione sul Decreto sicurezza bis

di Gaia Mellone | 02/07/2019

  • Sea Watch invitata alla camera dal M5S per un'audizione durante la discussione del decreto sicurezza bis

  • L'Ong dovrebbe apparire dinanzi alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia

  • Il sottosegretario lega Nicola Molteni: «Da una parte il governo difende l’Italia, dall’altra vengono considerati interlocutori dei fuorilegge»

Potrebbe sembrare un gesto di rottura contro il partito partner di governo quello che era stato attribuito al Movimento 5 Stelle, che avrebbe dato il benestare all’invito rivolto alla Sea Watch alla Camera per un’audizione all’interno della discussione sul decreto sicurezza bis. In realtà, il ruolo dei grillini sta nelle figure dei due presidenti, che hanno sì accolto la richiesta, che però era stata promossa dalle opposizioni di sentire l’Ong alla discussione a Montecitorio. La replica della Lega però è comunque dura: «Da una parte il governo difende l’Italia, dall’altra vengono considerati interlocutori dei fuorilegge»

Il Movimento 5 Stelle ha invitato la Sea Watch in occasione della discussione sul Decreto sicurezza bis

A riportare la notizia dell’invito nei confronti della Sea Watch sono Il Giornale e Il Messaggero. Secondo quanto ricostruito dai due quotidiani in un primo momento, la decisione sarebbe arrivata direttamente dal Movimento 5 Stelle. «Nonostante alcune fantasiose ricostruzioni giornalistiche, la richiesta di audire Sea Watch in commissione Affari Costituzionali e Giustizia sul decreto sicurezza-bis è pervenuta dai gruppi Partito Democratico e Misto-+ Europa» ha specificato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali. «Non c’è stato dunque nessun invito da parte del Movimento 5 Stelle, né le presidenze avrebbero potuto opporsi a una legittima richiesta delle opposizioni» ha aggiunto Brescia facendosi portavoce anche di Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia. L’invito alla Ong a comparire di fronte alle due commissioni Affari costituzionali e Giustizia inoltre sarebbe stato formalizzato il 25 giugno, prima quindi che la nave della Ong guidata da Carola Rackete forzasse il blocco entrando nel porto di Lampedusa.

La notizia però era stata diffusa nelle stesse ore in cui la Lega chiede l’espulsione della capitana 31enne, sorretta dal Partito Democratico e da attivisti italiani e internazionali. Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio aveva diplomaticamente dichiarato che «le leggi italiane vanno rispettate», senza esporsi troppo, ma l’invito risultava essere un gesto di aperta rottura con la Lega. O almeno così sosteneva il sottosegretario Nicola Molteni, che ha commentato con Il Messaggero di aver saputo dell’audizione della Sea Watch «mentre il ministro Salvini, insieme al premier Conte e ai ministri Trenta e Toninelli sono impegnati a proteggere i confini e la legge». «Da una parte il governo difende l’Italia, dall’altra vengono considerati interlocutori dei fuorilegge che speronano le navi della Guarda di finanza» ha aggiunto Molteni, mentre i vertici della Lega definiscono il tutto come una «provocazione». I Presidenti delle due commissioni, i grillini Giuseppe Brescia e Francesca Brusinarolo, oltre ad aver chiarito la dinamica dell’invito, hanno però ricordato che durante la scorsa legislatura anche il comitato Schengen «ascoltò in audizione il presidente di Sea Eye e un senatore della Lega ebbe l’opportunità di fare domande e ricevere risposte». Nessuna forzatura allora, ma solo un confronto vis a vis.

(credits immagine di copertina: ANSA/TWITTER/SEA WATCH )