Hotel di Rigopiano, nuova inchiesta per depistaggio: scomparsa la telefonata dell’Sos

29/12/2018 di Gaia Mellone

Alle 11:38 del 18 gennaio 2017, il cameriere dell’Hotel Rigopiano Gabriele D’Angelo ha telefonato al centro coordinamento dei soccorsi della Prefettura di Pescara per chiedere aiuto. Ma di quella chiamata durata 230 secondi, non c’è nessuna traccia. La procura ha aperto un nuovo fascicolo dove figurano 7  indagati per aver depistato le indagini, tra cui l’ex prefetto Francesco Provolo.

La chiamata scomparsa al centro della muova indagine

Le accuse di frode in processo penale e depistaggio colpiscono 7 persone: oltre all’ex prefetto Provolo, nel mirino dei magistrati sono finiti i due viceprefetti distaccati Salvatore Angeri e Sergio Mazzia, insieme ai dirigenti Ida De Cesaris, Giancarlo Verzella, Giulia Pontrandolfo e Daniela Acquaviva. Le indagini, coordinate dal procuratore Massimiliano Serpi mirano a chiarire che fine abbia fatto la traccia della telefonata di Sos fatta da D’Angelo, e mai citata o consegnata nella documentazione inerente la prima inchiesta. L’istanza presentata dall’avvocato Emanuela Rosa, sorella di D’Angelo, ha riportato alla luce la questione.

Gli investigatori stavano già indagando su una telefonata tra un carabiniere della sala operativa e la funzionaria della prefettura Daniela Acquaviva, la stessa che aveva minimizzato le richieste di aiuto come uno scherzo, dicendo che «la madre degli imbecilli è sempre incinta». A lei sarebbe stato chiesto notizia su una segnalazione di « un certo Marcella Quintino». Si tratta del ristoratore che era stato avvertito del disastro da Giampiero Parente, uno dei pochi miracolosamente scampato alla tragedia dell’Hotel Rigopiano. Acquaviva avrebbe risposto che «è già stato fatto questa mattina, c’erano dei problemi, sono stati raggiunti e sta tutto apposto». A nulla vale il fatto che il carabiniere all’altro capo del telefono continuasse a sottolineare che gli avevano parlato di un hotel «crollato»: Acquaviva chiude la questione. Ma sullo sfondo di questa telefonata si sentono altre voci, tra cui una che dice di aver «parlato pure io con uno di Rigopiano». Gli indizi sembrerebbero indicare proprio alla conversazione con Gabriele D’Angelo. Quella telefonata però non è mai comparsa nei dati estrapolati dal Ris dal cellulare di D’Angelo, e nemmeno citata nella documentazione dell’inchiesta. Nessuno ricorda, nessuno sa. Ma quella telefonata c’è stata, e l’avvocato Rosa ha presentato l’istanza per scoprire e accertare chi abbia risposto e chi sapesse della segnalazione fatta dal fratello che ha perso la vita nella terribile slavina.

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