Per la Russia ideologia LGBTQI, femminismo e movimenti Child-Free devono essere etichettati come estremisti sui social

01/10/2021 di Ilaria Roncone

«L’ideologia LGBT, il femminismo radicale e i movimenti delle persone che scelgono di non avere bambini dovrebbero essere riconosciuti come estremisti, un’ideologia estremista»: queste le parole che Andrei Tsyganov, presidente di una commissione nata per proteggere i bambini presso il regolatore delle comunicazioni di Roskomnadzor. A riportarlo è l’agenzia di stampa statale TASS. Lo scopo di questa etichetta da affibbiare ai gruppi LGBTQ in Russia e a quelli femministi – a detta del membro del governo Putin – sarebbe quello di proteggere bambini e adolescenti da contenuti in rete che sono ritenuti distruttivi.

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Gruppi LGBTQ in Russia, femministe e Child-Free bollati come estremisti

Appartenere alla comunità LGBTQI+, essere femminista e scegliere di non avere bambini sono – per il governo Putin – comportamenti estremi. Stili di vita che, se proprio devono essere veicolati tramite l’online e i social, quantomeno devono essere etichettati come estremisti. Nella giornata in cui il fondatore dell’Insider è finito nella lista di giornalisti scomodi da arrestare, anche il Centro Ivanovo per gli studi di genere è stato bollato come “agente straniero” – quindi da monitorare secondo criteri speciali – così come era accaduto alle organizzazioni che sostengono le vittime di violenza domestica.

Un triplo schiaffo in una Russia che ha visto Putin essere rieletto e che continua a silenziare tutto ciò che non rispecchia il dettame del governo. Movimenti liberali e progressisti – come sottolinea il Moscow Times – che vengono ormai castrati da una decina di anni definendo queste azioni come uno sforzo della Russia per preservare i valori tradizionali. Già dal 2013, del resto, esiste un vero e proprio divieto di fare propaganda gay. All’inizio di quest’anno in Russia è stato proposto di vietare anche tutto quello che rientra nell’ambito del poliamore e della bisessualità.

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