L’addio ai cookie di terze parti: sarà possibile scaricare file da Drive senza accettarli

Fino a qualche tempo fa era un bug. Ora, dal prossimo 2 gennaio, l'aggiornamento del browser e della policy eviterà problemi per tutti

28/11/2023 di Enzo Boldi

In origine era un bug che non consentiva ad alcuni utenti di scaricare i file dall’archivio cloud. Da gennaio, dopo una soluzione-ponte resa effettiva (con una serie di indicazioni da seguire) dalla fine di ottobre, questo problema non dovrebbe più esistere. Anche (e non solo) su Google Drive, non sarà più necessario avere abilitati i cookie di terze parti per sfruttare totalmente le potenziali di questo servizio. Si tratta di una rivoluzione che coinvolge molti dei prodotti dell’ecosistema digitale dell’azienda Big Tech di Mountain View che, al netto delle problematiche emerse negli ultimi giorni, ha deciso di dire stop a questi piccoli file di testo che vengono archiviati in un browser durante le nostre navigazioni (al fine di una profilazione pubblicitaria basata sulle nostre abitudini).

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Solo qualche mese fa, moltissimi utenti – che avevano disabilitato i cookie di terze parti sui loro browser – avevano denunciato questo bug: non avendo concesso il permesso, non era consentito loro di scaricare file e documenti provenienti dal cloud di Google Drive. Il motivo era paradossalmente semplice: il sistema – nella versione desktop – utilizza cookie di terze parti per comunicare con il server di download protetto di Google. Dunque, era impossibile accedere al server. Da ottobre, però, la stessa Google ha fornito una soluzione a un bug atavico in cinque punti:

  1. Digita chrome://settings/cookies nella barra degli indirizzi del browser, poi premi Invio.
  2. Scorri fino alla sezione “Siti che possono usare sempre i cookie” in “Mostra tutti i cookie e i dati dei siti”.
  3. A destra, fai clic su Aggiungi.
  4. Nella finestra “Aggiunta di un sito”, inserisci drive.google.com.
  5. Assicurati di selezionare la casella di controllo Inclusi i cookie di terze parti su questo sito. Poi fai clic su Aggiungi.

Una soluzione tampone a un problema durato fin troppo. Chi non aveva abilitato i cookie di terze parti, di fatto, non aveva le autorizzazioni a interagire con il server che ospita il cloud di Google Drive. Ma dal 2 gennaio tutto questo cambierà e non sarà più necessario seguire le istruzioni riportate sopra.

Google Drive cookie di terze parti, l’addio da gennaio

Ovviamente, parliamo di navigazione sul Drive di Google dai browser e, nello specifico, su Chrome. Ma anche molti altri servizi di altre aziende stanno optando – per uniformarsi alle regole europee sulla protezione dei dati personali (e di navigazione) degli utenti – per lo stesso addio alla profilazione attraverso i cookie di terze parti. E dal 2 gennaio, tutto ciò non sarà più necessario:

«Google Chrome e altri browser hanno iniziato a eliminare gradualmente i cookie di terze parti per proteggere meglio la privacy degli utenti. A partire dal 2 gennaio 2024, Drive inizierà a offrire download senza richiedere cookie di terze parti incorporati in siti Web di terze parti. Questo è separato dal download di file da Drive».

Con il browser (Chrome) che rinuncia ai cookie di terze parti, ovviamente crolla tutto il castello delle autorizzazioni necessarie per accedere ai server del cloud. Dunque, tra qualche settimana nessuno dovrà più intervenire manualmente dato la decisione sull’addio a questo tracciamento attraverso questo sistema.

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