Giulia Bongiorno tuona: «Siete parlamentari, non inginocchiatevi a Palamara»

di Enzo Boldi | 30/07/2020

Giulia Bongiorno

L’intervento più incisivo della mattinata a Palazzo Madama l’ha offerto la senatrice della Lega (e avvocato) Giulia Bongiorno. La parlamentare ha parlato in difesa di Salvini – per cui, nel tardo pomeriggio – verrà decisa l’autorizzazione a procedere per il caso Open Arms. Nel suo discorso si è parlato del coinvolgimento dell’intero governo (quello Lega-M5S) su questa vicenda e ha tirato diverse stoccata anche all’attuale esecutivo, sottolineando il comportamento ambiguo (e molto simile a quello contestato all’ex ministro dell’Interno) con la nave Ocean Viking.

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«Il giudizio sulla politica dell’immigrazione del ministro Salvini verrà sottratto alla valutazione della storia e dell’elettorato, e la affiderete alla magistratura – ha detto Giulia Bongiorno nel corso del suo discorso al Senato -. Secondo me un giorno capirete che state facendo fare dei passi indietro al Parlamento, oggi chi vota per andare a processo Salvini fa esattamente quello che chiedeva Palamara: siete dei parlamentari, non inginocchiatevi a Palamara».

Giulia Bongiorno e i parlamentari che si inginocchiano a Palamara

Il riferimento fatto da Giulia Bongiorno è alle intercettazioni, vecchie e nuove, dei dialoghi di Luca Palamara. Telefonate in cui si parlava della necessità – si utilizza il termine «dobbiamo» in molte occasioni – di processare Matteo Salvini. Prima dello sfogo finale, la senatrice della Lega ricorda al governo di aver lasciato la nave Ocean Viking in rada per undici giorni prima delle elezioni in Umbria, senza che siano stati aperti fascicoli contro gli attuali attori dell’Esecutivo.

Il comandante della Open Arms

Altra contraddizione evidenziata da Giulia Bongiorno arriva sul caso del comandante della Open Arms, Marc Reig Creus: «Vorrei dire un’altra cosa: voi che state per andare a votare per mandare a processo Salvini, siete dalla parte di Creus, ora a processo a Ragusa con il Governo che si è costituito parte civile».