Giorgetti su Savoini: «Avevo avvisato Salvini, ma si tratta di un pollo in libertà»

di Redazione | 01/11/2019

Giorgetti su Savoini
  • Le parole di Giorgetti su Savoini sono contenute nel libro di Bruno Vespa

  • Secondo il numero due della Lega, Savoini e D'Amico erano due polli in libertà

  • Ma aveva avvisato Salvini sulle possibili conseguenze della vicenda Metropol

Nella corsa allo scaricabarile su Gianluca Savoini si inserisce anche Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega. Le sue rivelazioni su Moscopoli sono contenute all’interno del nuovo libro di Bruno Vespa. Secondo l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il ruolo di Savoini, sebbene sostanzialmente innocuo, era stato sottoposto all’attenzione di Matteo Salvini con toni decisamente seri e preoccupati.

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Giorgetti su Savoini: aveva avvisato Salvini

«Savoini e D’Amico sono due sprovveduti – ha affermato Giorgetti -. Sono stati avvicinati da mediatori di affari che li immaginavano dotati di poteri magici. Altri pensavano che potessero arrivare fino a Salvini. Figurarsi. Però ogni loro passo era monitorato dai servizi segreti, erano polli lasciati in libertà».

Insomma, non proprio un quadro lusinghiero delle due persone che, al Metropol, sembravano aver portato avanti una trattativa per la Lega, in vista delle imminenti elezioni europee del maggio 2019. Una situazione tutta ancora da chiarire, dal punto di vista delle indagini della magistratura che sta ancora acquisendo elementi utili per specificare i dettagli di quell’incontro.

Giorgetti su Savoini, l’anticipazione del libro di Vespa

Sospetti che, evidentemente, devono aver sfiorato anche Giancarlo Giorgetti, che aveva parlato con Matteo Salvini del ruolo svolto dallo stesso Gianluca Savoini all’interno del partito: «Avevo informato Salvini e lo avevo messo in guardia – ricorda Giorgetti nella conversazione con Bruno Vespa -. Ma lui, in assoluta buona fede, riteneva che fossero degli inguaribili romantici e innocui, senza poter fare alcun danno».

Invece, secondo Giorgetti, il danno c’è stato. Ma nulla che abbia a che fare con le inchieste della magistratura: secondo il numero due del Carroccio, il problema maggiore causato da Savoini a Matteo Salvini riguarda soprattutto l’immagine del leader, scalfita da tutto il rumore mediatico che l’incontro al Metropol ha sollevato.