Gasperini ha avuto il coronavirus: «Mi sono sentito male nei giorni della partita di Valencia»

di Redazione | 31/05/2020

Giampiero Gasperini

Valencia-Atalanta. La partita della discordia. L’andata giocata a Milano, davanti a 45mila spettatori provenienti da Bergamo e dalla Spagna, è stata considerata come uno dei possibili focolai dove il coronavirus ha covato. Ma anche la partita di ritorno, giocata in Spagna, si scopre – adesso – essere stata una agonia per Giampiero Gasperini. L’allenatore dell’Atalanta, infatti, ha affermato di aver scoperto di essere stato positivo al coronavirus.

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Giampiero Gasperini ha avuto il coronavirus

La verità è arrivata da un test sierologico a cui si è sottoposto una decina di giorni fa. All’interno del suo organismo sono stati trovati gli anticorpi al coronavirus, segno che nei giorni precedenti c’era stata la malattia. Il tecnico dell’Atalanta ha provato a ricostruire la sua malattia. Si può definire uno dei pauci-sintomatici dal momento che Gasperini non ha mai avuto la febbre: «Il giorno prima della partita di Valencia stavo male, il pomeriggio della partita peggio. In panchina non avevo una bella faccia. Era il 10 marzo. Le due notti successive a Zingonia ho dormito poco. Non avevo la febbre, ma mi sentivo a pezzi come se l’avessi avuta a 40».

Dunque, per il tecnico bergamasco quasi cinque giorni d’inferno, mentre fuori – a Bergamo – le ambulanze andavano avanti e indietro, creando quel clima di sconforto terribile che la città ha attraversato per due mesi, dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Il tecnico ha affermato che in quei giorni aveva anche pensato al suo futuro se fosse davvero entrato in ospedale.

La sensazione di Giampiero Gasperini e la perdita del gusto

Il suo primo segnale di benessere psico-fisico è arrivato il 14 marzo, dopo una dura sessione di allenamento. Ma successivamente, nel periodo di Pasqua, Gasperini ha ricordato di aver perso il senso del gusto, facendo questa scoperta quando il Dom Perignon gli è sembrato acqua e un panettone artigianale gli provocava la stessa sensazione del pane sciapo. Qualche giorno fa, il test sierologico e la conferma di aver attraversato la fase della malattia. Adesso, con la brutta avventura alle spalle, il tecnico è pronto per la ripartenza in quello che – senza pubblico e con cinque sostituzioni – sarà inevitabilmente un altro campionato.