Gallera su ospedale Fiera: «Resta aperta la mancanza di personale»

L'assessore al welfare della Lombardia parla della struttura allestita dalla regione

di Gianmichele Laino | 15/10/2020

Gallera su ospedale Fiera

Possibile che, con l’aumento dei ricoveri nelle terapie intensive, nessuno abbia pensato che l’ospedale in Fiera a Milano – allestito in tutta fretta durante la prima ondata del coronavirus – possa tornare di nuovo utile? O meglio, possibile che non sia partita ancora la macchina che possa renderlo operativo al più presto? Le parole di Giulio Gallera su Ospedale Fiera non fanno intravedere nulla di particolarmente buono.

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Gallera su Ospedale Fiera, cosa ha detto l’assessore

Giulio Gallera ha detto che l’Ospedale in Fiera a Milano – costruito nella scorsa primavera con una spesa di 21 milioni di euro, a carico di privati – non è ancora stato attivato, ma che i suoi reparti di terapia intensiva partiranno qualora i posti occupati nel resto delle strutture sanitarie lombarde dovesse superare le 150 unità. Tuttavia, una questione che ha sempre contraddistinto la struttura, sin dalle primissime battute, è stata l’assenza di personale qualificato per mandarlo avanti.

Alla luce di questa seconda ondata, il problema è stato risolto? La risposta di Giulio Gallera al Corriere della Sera non fa ben sperare:

«È un problema ancora aperto – ha detto l’assessore regionale -, ma se sarà necessario li troveremo».

Gallera su Ospedale Fiera, la situazione delle terapie intensive in Lombardia

Il tutto nonostante le parole del responsabile delle terapie intensive della task force della Regione Lombardia, che viene monitorata costantemente proprio dall’assessore al Welfare che ha contribuito alla sua istituzione. Antonio Pesenti, infatti, ha affermato che tra 15 giorni il numero delle terapie intensive impegnate potrebbe aumentare di 6-7 volte le attuali.

Attualmente, i posti in terapia intensiva in Lombardia occupate da pazienti Covid sono 64. Nella previsione più pessimistica, potrebbero diventare 350-400 nei prossimi quindici giorni. Dal momento che c’è questo leggerissimo vantaggio e nonostante il piano di rafforzamento della sanità (altri 150 posti in terapia intensiva in più in regione), non sarebbe opportuno iniziare a predisporre nuovo personale qualificato anche per l’avveniristico ospedale in Fiera a Milano che, fino a questo momento, ha curato poche decine di pazienti?