Antonio Pesenti e le terapie intensive 6-7 volte superiori tra 15 giorni

È il direttore delle terapie intensive nell'unità di crisi anti coronavirus in Lombardia

di Gianmichele Laino | 15/10/2020

Antonio Pesenti

Lo spettro delle terapie intensive. Se oggi, infatti, possiamo accettare in qualche modo i numeri galoppanti dei contagi (ieri si è registrato il record ufficiale in un solo giorno di contagiati in Italia) è perché, al momento, la situazione delle terapie intensive degli ospedali italiani è ancora tutto sommato gestibile. Ma cosa succede in Lombardia, che ieri ha fatto registrare più di 1800 casi in 24 ore? Antonio Pesenti è il direttore delle terapie intensive per quanto riguarda la task force che la regione ha allestito per l’emergenza coronavirus. Ha parlato di una situazione che potrebbe fargli tremare i polsi.

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Antonio Pesenti e il numero delle terapie intensive che crescerà di 6-7 volte nei prossimi 15 giorni

Sostanzialmente – è questo il ragionamento del medico che normalmente svolge il ruolo di direttore del Dipartimento di Rianimazione del Policlinico – anche oggi abbiamo assistito a un aumento delle terapie intensive rispetto a qualche mese fa. Ma i malati delle terapie intensive di oggi sono i positivi di circa 10-15 giorni fa, quando i numeri dell’epidemia erano ancora più contenuti. La sensazione, dunque, è che essendo oggi il numero dei contagiati superiore di 6-7 volte a quello di 15 giorni fa, nelle prossime due settimane i ricoveri in terapia intensiva potrebbe essere a sua volta di 6-7 volte superiore.

I timori di Antonio Pesenti e della task force in Lombardia

Si andrebbe a ricreare, insomma, quella condizione che in Italia – e nella fattispecie in Lombardia – si era venuta a creare già nel mese di marzo, quando gli ospedali avevano un ritmo insostenibile, sia a causa dei posti a disposizione (sempre di meno), sia a causa dell’assenza di personale.

Secondo Antonio Pesenti, anche gli italiani dovranno fare delle scelte: è opportuno, secondo il responsabile delle terapie intensive per la task force della Lombardia, scegliere se trascorrere 20 minuti in autobus per andare a lavorare o 20 minuti in un locale pubblico. Scelte dettate dal buon senso che potranno in qualche modo schermarci il più possibile dal virus, in attesa di un vaccino o di una cura.