In cosa credono gli italiani nel 2019: forze dell’ordine in testa, seguiti dal Papa. I partiti in fondo alla classifica

di Gianmichele Laino | 23/12/2019

fiducia italiani
  • Il sondaggio Demos fotografa l'Italia della politica nel 2019

  • In tanti vogliono partecipare, ma non hanno fiducia nei partiti

  • Il 55% vuole l'uomo forte al comando

Un dato all’apparenza contrastante. L’Italia ha una grande voglia di partecipazione ai processi politici (questo spiega principalmente i grandi movimenti di piazza, come quello delle sardine), ma non ha alcuna fiducia nei partiti che dovrebbero dare voce a questa istanza. Al di là dei semplici sondaggi politici elettorali, c’è un’altra fotografia preoccupante nel nostro Paese. Ed è quella delle istituzioni in cui i cittadini credono. Indipendentemente dal loro schieramento.

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Fiducia italiani, in cosa hanno creduto in questo 2019

Dal 2018 al 2019, il grande studio di Demos per Repubblica – Gli italiani e lo Stato – mostrano una forte disaffezione, ancora più pronunciata che in passato, degli elettori nei confronti delle istituzioni del nostro Paese. Nello Stato, ad esempio, crede soltanto il 22% delle persone, sette punti in meno rispetto allo scorso anno. I partiti si collocano in fondo alla graduatoria, con solo il 9%.

E se i cittadini sono attratti dai grandi fenomeni di piazza come le sardine o i Fridays for Future (con Greta Thunberg in cima alla lista dei personaggi più influenti a cui prestare credito), si trovano a far fronte con una esigenza che, ancora una volta per paradosso, ribalta completamente la prospettiva. Il 23% delle persone ritiene che sia opportuno scendere in piazza per manifestare le proprie idee, ma il 55% degli stessi intervistati è convinto che l’Italia abbia bisogno di un uomo forte alla guida dello Stato.

Fiducia italiani nelle istituzioni

Le istituzioni più apprezzate sono le forze dell’ordine, sempre in cima alle preferenze dei cittadini italiani. In loro ha fiducia il 73% degli intervistati nel sondaggio. La seconda figura più apprezzata è quella del papa che, però, subisce anche un drastico calo nei consensi nel giro di 365 giorni, dal 2018 al 2019. Anche qui, pesa probabilmente una certa retorica che ha portato, negli ultimi tempi, a circondare di un alone di sfiducia anche le istituzioni ecclesiastiche, preferendo l’ala meno riformista della Chiesa cattolica a quella più aperta alle innovazioni della nostra società incarnata proprio da Papa Francesco.

Sempre per quanto riguarda i partiti politici, in quel 55% che vorrebbe un uomo forte alla guida del Paese, Lega e Fratelli d’Italia fanno la parte dei leoni. L’84% degli elettori del Carroccio e l’83% di quelli del partito di Giorgia Meloni, infatti, ritiene indispensabile la figura di un leader carismatico e con quei «pieni poteri» che sono stati evocati nel corso della cosiddetta crisi del Papeete. Soltanto il 29% degli elettori del Pd è convinto di questa stessa leadership. Segnale inequivocabile di una democrazia che non sta attraversando per niente un ottimo momento di salute.

FOTO: ANSA /FOTOGRAMMA MARCO PASSARO

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