La richiesta dell’ospedale di Monza: «Ora siamo noi Codogno, ci serve aiuto»

L'ospedale di Monza chiede aiuto poiché la situazione che si è verificata a Codogno in fase 1 ora la stanno vivendo loro

09/11/2020 di Ilaria Roncone

ospedale Monza

L’allarme arriva da parte del direttore generale dell’Asst di Monza, Mario Alparone. Il San Gerarso e l’ospedale di Desio – dipendenti dall’Asst di Monza – sono in sofferenza poiché «la capacità di mantenere attivo un ospedale dipende dall’equilibrio tra entrate ed uscite di pazienti. Questo equilibrio da circa una settimana è compromesso», ha fatto sapere Alparone. Sono 340 i sanitari contagiati ed è stato richiesto alla Regione l’intervento dell’esercito.

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«Chiediamo stessa attenzione che abbiamo dato noi in fase uno agli altri»

La richiesta di aiuto è palese: «Abbiamo bisogno della stessa attenzione che abbiamo dato noi in fase uno agli altri», sottolinea Alparone, perché «in questo momento Codogno siamo noi». Aggiunge che «in fase uno abbiamo accolto tantissimi pazienti da fuori provincia, non è il momento delle polemiche, però il trasferimento in altri ospedali è fondamentale, creare posti liberi non è possibile dalla sera alla mattina ma, quando lo hanno chiesto a me, io lo ho fatto». La situazione che viene dipinta si è aggravata da una settimana a questa parte per via dell’alto numero di ricoveri che non corrisponde a quello dei dimessi, facendo andare le strutture sanitarie in sofferenza. A questo va ad aggiungersi la carenza di personale.

Monza Brianza peggiore provincia per rapporto popolazione nuovi casi

La situazione ha cominciato a peggiorare già nelle ultime settimane, con Monza Brianza che è sempre stata tra le province con il peggior apporto tra nuovi casi e popolazione. Per far fronte a questa ondata di nuovi ricoveri e alla carenza di personale «abbiamo assunto 110 nuovi operatori, di cui 40 medici e il resto infermieri, ma avendo 340 operatori positivi a casa, parliamo di una goccia in confronto ad un esercito fermo» e quindi, a conti fatti, le nuove assunzioni non bastano. Alparone ha richiesto alla Regione di far intervenire esercito e Protezione Civile e da domenica è stata sospesa – in via provvisoria – l’accettazione dei pazienti meno gravi presso il pronto soccorso.

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