Viaggio nell’Emilia-Romagna alla vigilia delle elezioni – Tappa 4: cosa resterà di questo Bonaccini

di Ilaria Roncone | 23/01/2020

Sicuramente i colpi di scena finali in questa campagna elettorale prima delle regionali in Emilia-Romagna non mancano. Tra Salvini che suona ai citofoni domandando alla gente se spaccia a Bologna e la giovane ragazza aggredita a Modena indegnamente abbiamo provato a capire cosa ne pensano gli emiliano-romagnoli della loro regione. Si trovano bene o si trovano male? Come sono gestite sanità e raccolta differenziata, due dei grandi temi affrontati dai candidati Bonaccini (PD) e Borgonzoni (Lega)? E l’immigrazione? Vediamo allora Riconfermerebbero il presidente uscente oppure sono pronti a consegnare la regione in mano alla candidata leghista? Vediamo quali sono gli umori a un passo dalle elezioni Emilia-Romagna del 26 gennaio 2020.

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Raccolta differenziata: vari sistemi sperimentati a seconda delle zone

Anche per quanto riguarda la raccolta differenziata l’Emilia-Romagna risulta essere una regione che funziona bene in Italia. Cosa dicono i dati? La raccolta differenziata in Emilia-Romagna è arrivata oltre il 70% superando in moltissimi comuni gli obiettivi posti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti con due anni di anticipo. L’obiettivo: entro il 2020 arrivare al  73% di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani dell’intera regione. Il 30% dei comuni ha toccato o superato la soglia dell’80% e nel 4% si è arrivati oltre il 90%. I rifiuti indifferenziati risultano in calo di anno in anno, denotando una grande attenzione degli abitanti della regione rispetto alla tematica e regolamentazioni che – seppur con differenze da comune a comune – funzionano o comunque stanno andando nella giusta direzione. I cittadini si esprimono in maniera favorevole confermando i dati, quindi, anche se la situazione «dipende da comune a comune» o anche dai «condomini».

Elezioni Emilia-Romagna: non emergono particolari problematiche rispetto alla sanità

La sanità in Emilia-Romagna funziona bene secondo la maggior parte degli intervistati. L’opinione delle persone va quindi a confermare i dati sulla regione, prima fra tutte le italiane nel riconoscimento dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). Tra le persone intervistate c’è chi ha parlato di «sanità all’avanguardia rispetto ad altre regioni» ma anche chi, invece, pensa che «potrebbe essere gestita meglio» con «alcune pecche e alcune lacune che non ci dovrebbero essere».

Sull’immigrazione: «Manca l’informazione sui servizi offerti»

Alcuni studenti provenienti dalla Tunisia affermano di trovarsi bene in Emilia-Romagna e tra i cittadini c’è chi pensa che «l’immigrazione c’è sempre stata e sempre ci sarà», basta solo regolamentarla senza creare inutili allarmismi. Una giovane sottolinea come le persone che arrivano spesso e volentieri «non sono informate dei servizi messi a loro disposizione, di cui viene fatto uno scarso uso e poi succede che ci sono i vagabondi».