La storia di Don Giuseppe Berardelli, il prete morto dopo aver rinunciato a un respiratore per donarlo a un giovane non era vera

di Enzo Boldi | 24/03/2020

Don Giuseppe Berardelli
  • Il 72enne era stato contagiato dal Coronavirus, ma con un grande gesto ha preferito aiutare il prossimo

  • Don Giuseppe Berardelli ha rinunciato al respiratore donato dalla sua comunità

  • Quel supporto per la vita è andato a un paziente più giovane di lui

Aiutare il prossimo. Questa la missione di ogni prete e rappresentante della Chiesa, anche (o, forse, soprattutto) in un periodo di difficoltà come quello che si sta vivendo in Italia – e nel Mondo – in questo momento. E così Don Giuseppe Berardelli ha deciso di rinunciare al respiratore che la comunità della sua Parrocchia di Casnigo (in provincia di Bergamo) per donarlo a un paziente più giovane che, come lui, era rimasto contagiato dal Coronavirus. Il prete è morto nei giorni scorsi proprio a causa del Covid-19, ma il suo gesto è stato veramente eroico.

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Il 72enne, arciprete di Casnigo, comune di poco più di 3mila abitanti a nord di Bergamo, era gravemente malato. Già lo scorso anno, infatti, la sua salute era stata messa a rischio da un’altra grave patologia. Poi la positività al tampone che ha confermato il suo contagio da Coronavirus e il ricovero presso l’ospedale di Lovere (sempre nella Bergamasca). La comunità si era stretta accanto a lui, decidendo di donargli un respiratore. Ma il suo gesto caritatevole sta salvando la vita a un’altra persona, togliendola a lui.

La storia di Don Giuseppe Berardelli

Il periodico locale Araberara ha raccolto il racconto di un operatore sanitario che lavora nella Casa di Riposo San Giuseppe: «Don Giuseppe Berardelli è morto da prete. E mi commuove profondamente il fatto che lui, arciprete di Casnigo, vi abbia rinunciato di sua volontà per destinarlo a qualcuno più giovane di lui». Un giovane che neanche conosceva e che ora può sperare di salvarsi proprio grazie al gesto dell’arciprete di Casnigo.

La rinuncia e la caritas cristiana

Una scelta in piena sintonia con il concetto di caritas cristiana, con l’aiuto verso il prossimo messo in primo piano anche rispetto alla propria vita. E sono tanti i rappresentanti della Chiesa che sono morti, soprattutto nella zona della Bergamasca (ma anche nel resto della Lombardia) per aver contratto il Coronavirus dopo aver provato a dare supporto e aiuto morale ai malati.

 

Edit del 25 marzo 2020. La Repubblica ha contattato le autorità ecclesiastiche che hanno smentito la storia di Don Giuseppe Berardelli morto dopo aver rinunciato al suo respiratore. Chiediamo scusa ai lettori per questo errore.

(foto di copertina: da Twitter)