Il capo della Protezione Civile: «In Italia potrebbero esserci 600mila contagiati. Le mascherine? Non penso arriveranno più dall’estero»

di Enzo Boldi | 24/03/2020

numeri morti coronavirus
  • Angelo Borrelli parla di qual è la portata reale dell'emergenza e invita le aziende italiane e produrre mascherine

  • Secondo il capo della Protezione Civile, il rapporto è di un malato ogni dieci non censiti

  • Un ragionamento che porta al numero di 600mila

Il problema campionamento c’è ed è evidente. Lo sa bene anche Angelo Borrelli che, ogni pomeriggio alle 18, si presenta in conferenza stampa per diramare il bollettino con i numeri: dai guariti (perché si tenta di partire sempre dalle note liete) ai contagiati, fino ad arrivare ai pazienti ricoverati in terapia intensiva e alle vittime da Covid-19. Ma lo stesso capo della Protezione Civile sa bene che le cifre che legge ogni volta non sono lo specchio reale della situazione: c’è un sommerso che non viene conteggiato. E le sue stime rendono ancor più evidente questo dato.

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Nella sua intervista a La Repubblica, Angelo Borrelli risponde alla domanda su quanti sono i reali contagiati in Italia in questo modo: «Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile». L’ultimo censimento, quello relativo al 2018, parla di 60,48 milioni di abitanti lungo tutto lo stivale. Il rapporto porta a una facile ma terribile somma: il 10% di oltre 60 milioni (quel 1 su 10 di cui parla il capo della Protezione Civile) porta a oltre 600mila casi di contagio. Un numero ben diverso da quelli conteggiati quotidianamente che, nell’ultimo bollettino, sono 50418 (quasi 64mila se si contano anche le vittime e i guariti dall’inizio dell’emergenza).

Borrelli e il reale numero dei contagi

Ne sono consapevoli, dunque, che quel bollettino lascia il tempo che trova e non rappresenta lo specchio reale della situazione. Lo stesso Borrelli, però, sottolinea la necessità di portare avanti quel conteggio quotidiano: «Possono essere dati imperfetti, ma dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità, è un impegno che ho preso con il Paese. Se ora ci fermassimo ci accuserebbero di nascondere le cose».

Il caos mascherine

Il nostro Paese deve anche fare i conti con i dispositivi di protezione (ma anche quelli per le terapie intensive) che scarseggiano. E una mano non arriva neanche dall’estero, con molti Paesi che sono reticenti nella risposta alle richieste di mascherine. Sarà necessario, dunque, che le imprese italiane diano una risposta anche a questa emergenza: «Dovremmo poter comprare i ventilatori da terapia intensiva nei supermercati, le mascherine ad ogni angolo e invece stiamo faticando. India, Russia, Romania, Turchia: hanno bloccato le esportazioni – ha spiegato Borrelli -. Vogliono essere pronti per i loro picchi. Siamo intervenuti con le ambasciate, ma temo che mascherine dall’estero non ne arriveranno più». Lo stesso capo della Protezione Civile ha sottolineato che, in molti casi, alcuni broker internazionali (e speculatori) hanno offerto al dipartimento l’acquisto di mascherine a prezzi sestuplicati.

(foto di copertina: da diretta video della Protezione Civile)