Come Salvini si difenderà in un eventuale processo sulla Gregoretti

di Redazione | 13/02/2020

difesa Salvini
  • Non è detto che Matteo Salvini vada a processo sul caso Gregoretti

  • In ogni caso, la difesa sta già preparando i punti per un eventuale dibattimento

  • Sicurezza dei migranti, intenzione di salvarli, interessi nazionali sono i punti su cui si insisterà

Ci sono diversi punti su cui potrebbe basarsi la difesa Salvini in un eventuale processo sulla nave Gregoretti e sul presunto sequestro di persona di 131 migranti al largo del porto di Augusta. Non è ancora detta l’ultima parola sulla possibilità che il senatore della Lega possa andare in tribunale. Gli atti, adesso, passeranno al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che, in realtà, aveva richiesto l’archiviazione per l’allora ministro. Tuttavia, la giurisprudenza non è molto chiara su quale debba essere l’esito di un’autorizzazione a procedere verso un politico, dopo la richiesta del tribunale dei ministri. Il rinvio a giudizio potrebbe essere anche una conseguenza diretta di questo voto politico, indipendentemente dalla volontà pregressa del procuratore che prende in carico gli incartamenti.

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Difesa Salvini, cosa verrà sottolineato in caso di eventuale processo

In attesa di conoscere l’esito di questo passaggio, tuttavia, la difesa Salvini è già al lavoro. E punta forte su due aspetti per cercare di evitare problemi giudiziari al suo assistito. Lo ha ricordato anche Matteo Salvini nel corso del suo intervento in aula al Senato: la pena massima per il sequestro di persona è di 15 anni di carcere. In più ci sarebbe la sospensione per 18 mesi dagli incarichi – in virtù dell’applicazione della legge Severino – in caso di eventuale condanna in primo grado, con il caso più estremo della decadenza da ogni carica politica in conseguenza di una sentenza definitiva.

Per evitare tutto ciò, la difesa di Matteo Salvini ha sottolineato – e lo ha fatto anche lo stesso ex ministro in Senato – che l’intento originario non era quello di sequestrare i 131 migranti sulla nave Gregoretti, ma quello di salvarli, con il parere positivo del leader della Lega: «Sarei un sequestratore bizzarro – aveva detto ieri Salvini -, visto che siamo andati a prendere i migranti in acque SAR maltesi proprio perché il governo di quel Paese ci aveva chiesto aiuto nell’emergenza umanitaria».

I punti su cui Salvini insisterà se dovesse essere rinviato a giudizio

Inoltre, la difesa Salvini sottolineerà come le persone a bordo erano al sicuro e come lo sbarco non sia stato alla fine vietato, ma soltanto rallentato in attesa di istruzioni sulla redistribuzione degli stessi migranti. Quello che, sostiene Matteo Salvini, sta facendo anche negli ultimi mesi il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che lui ha affermato di non voler denunciare. Ma non ha escluso che possa essere denunciata da altre associazioni, come Legambiente Sicilia ha fatto con lui nel caso Gregoretti.

Infine, ci sono gli interessi nazionali – Salvini ha sempre detto di aver agito così per la difesa dei confini – e la responsabilità di tutta la squadra di governo italiana, che in quel momento si trovava insieme a lui all’esecutivo. Questi ultimi aspetti sono quelli più utili alla propaganda – più che a una difesa vera e propria -: Matteo Salvini vuole essere riconosciuto come colui che fino all’ultimo giorno in cui è stato al governo ha difeso gli interessi dell’Italia e degli italiani.