La matematica non è un’opinione. Per tutti, non per Di Maio

La strana concezione dei numeri del Ministro degli Esteri

17/11/2020 di Enzo Boldi

Di Maio sul Mes

Attenzione, attenzione: questo non è un articolo a favore o contro i fondi del Meccanismo Europeo di Stabilità. Si tratta di un pezzo in cui si analizzano alcune dichiarazioni recenti messe a confronto con altre del passato. E l’occhio di bue oggi si sposta, inevitabilmente, sulle dichiarazioni di Luigi Di Maio sul Mes. Parole condivise sui social – come ormai di routine in una politica sempre più votata a Facebook, Instagram e Twitter che alla realtà – che mostrano un intriso di populismo. Due dichiarazioni che vanno una contro l’altra. Evidentemente l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle e attuale Ministro degli Esteri non doveva essere fortissimo in matematica.

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Partiamo dal post più recente, quello pubblicato poco dopo le 17 sul suo profilo Facebook, con tanto di foto dall’espressione fiera e seriosa.

La nostra attenzione va su un punto specifico: «Si è lasciato passare il messaggio che stessimo, come degli stupidi, rinunciando a 37 miliardi pronti e a costo zero per la nostra sanità. Così non è. Non lo era prima e non lo è adesso, anche dopo che il ministro Gualtieri ha chiarito che il risparmio teorico in termini di cassa sarebbe solo di 300 milioni di euro l’anno e che, dunque, ‘il gioco non vale la candela’». Accidenti: un risparmio di cassa di 300 milioni di euro l’anno non vale la candela.

Di Maio sul Mes e la matematica che non è il suo forte

Un suo parere personale che, però, mostra delle criticità. Torniamo indietro nel tempo, ma neanche troppo. Nella campagna di sponsorizzazione per il sì al referendum sul taglio dei Parlamentari (con annessa modifica della Costituzione), Luigi Di Maio Scriveva.

Era il 5 agosto. Poco più di tre mesi fa. Un fiero Luigi Di Maio annunciava con candore che il taglio dei parlamentari si sarebbero risparmiati oltre 400 milioni di euro. Non all’anno, ma a legislatura. Insomma, 400 milioni in cinque anni (vita naturale di un Parlamento, al netto di crisi varie ed eventuali elezioni anticipate). Quattrocento diviso cinque fa 80 milioni di euro risparmiati ogni anno.

Il Mandrake populista

Insomma, se vale il messaggio scritto dal Ministro degli Esteri solo tre mesi fa, allora appare evidente come il gioco valga la candela. E non parliamo solo del taglio dei parlamentari. Le parole di Luigi Di Maio sul Mes, dunque, mostrano come i ‘buoni motivi’ per votare un referendum che ha cambiato e cambierà la Costituzione (a partire dalla prossima legislatura) non sono gli stessi per prendere i 37 miliardi di euro messi a disposizione col Meccanismo Europeo di Stabilità. Misteri della matematica. O del populismo.

(foto di copertina: da profili social di Luigi Di Maio)

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