Di Maio accusa Salvini: «Forse qualcuno non ha capito di non essere al governo di Berlusconi»

di Enzo Boldi | 01/08/2019

Di Maio
  • «Forse qualcuno non ha capito di non essere al governo di Berlusconi»

  • Di Maio accusa Salvini sulla riforma della Giustizia

  • Ancora una volta, però, non fa il suo nome

La trama sembra quella di un romanzo adolescenziale: due amici (o fidanzati) discutono e non si rivolgono più la parola. Poi si lanciano frecciatine a distanza senza mai nominare l’altro. Ed ecco che il governo gialloverde riesce ad arricchire di un nuovo capitolo questa annosa vicenda fatta di diverbi, accuse e insulti. La scorsa settimana, parlando ai suoi attivisti a Cosenza, Di Maio aveva parlato di Salvini senza nominarlo, ma chiamandolo «quello là» (prima di ricucire con un sms). Oggi, invece, in un post Facebook torna a lanciare un affondo all’alleato di governo.

Il tema caldo, teatro di un acceso scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle anche nel Consiglio dei ministri di mercoledì sera, è quello della riforma della Giustizia portato avanti da Alfonso Bonafede. Il Carroccio, anche attraverso pesanti parole del suo leader, ha messo su le barricate contro il progetto presentato dal Guardasigilli definendola «acqua fresca». Oggi, dopo ore frenetiche a Palazzo Chigi con l’approvazione ‘salvo intese’, Luigi Di Maio posta il video dello stesso ministro di Grazia e Giustizia che spiega le linee guida della sua riforma.

Di Maio accusa Salvini chiamandolo «qualcuno»

«Forse qualcuno non ha ancora capito di non essere al governo con Berlusconi». Qualcuno. Quel qualcuno lì è Matteo Salvini che, come detto, ha aspramente criticato la riforma della Giustizia proposta da Alfonso Bonafede. E in molti, nei commenti a questo post Facebook, fanno notare come Luigi Di Maio, quando accusa l’alleato di governo, dovrebbe avere il coraggio di fare il nome e non parlare di «quello là» o «qualcuno».

L’atavica allusione a Berlusconi

E invece, come accade con gli adolescenti, si lancia il sasso e si tenta di nascondere la mani, mandando poi sms per ricucire. Le parole di Luigi Di Maio, che ripete un’accusa già pronunciata a spron battuto tempo fa, segnano una nuova (l’ennesima) frattura nel governo. L’allusione a Berlusconi e alla riforma della giustizia non resterà in silenzio, conoscendo anche Matteo Salvini.

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)