Come cambia la fine di quest’anno scolastico (e l’inizio del prossimo) dopo il decreto Scuola

Il decreto Scuola appena approvato dal Consiglio dei ministri ha confermato, in linea di massima, le indicazioni arrivate già nei giorni scorsi. Si tratta di un documento che indica due piani ben precisi, in base a quel che accadrà nelle prossime settimane. Perché accadranno cose differenti se si potrà tornare alla normalità entro metà maggio. Ma se, come sembra indicato dai numeri dei contagi e dalla prudenza più volte richiamata, si dovesse procedere con la fine dell’anno scolastico attraverso lezioni online, i cambiamenti saranno più evidenti.

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Un decreto scuola inevitabile che, per il momento, serve solamente a mettere alcuni paletti per non procedere a una corsa finale qualora la situazione dovesse cambiare nelle ultime settimane. Nel pacchetto di provvedimenti previsti dal testo approvato dal Consiglio dei ministri, c’è un chiaro riferimento a questa doppia eventualità per consentire di arrivare – a prescindere – alla fine dell’anno scolastico 2019/2020.

Decreto Scuola, cosa accade se non si rientrerà

Lo scenario che prevede maggiori cambiamenti rispetto al passato riguarda l’eventualità – in questo momento la più verosimile – che non si riesca a rientrare a scuola entro la fine dell’anno. Si procederà, dunque, con il proseguimento delle lezioni a distanza. Ma questo comporterà anche altre decisioni a cascata. Secondo questa ipotesi, infatti, non ci sarà l’esame di terza media completo: ai giovani studenti sarà chiesto solamente di esporre una tesina che sarà oggetto di valutazione insieme ai voti accumulati durante l’anno. Un discorso molto simile anche per l’esame di Maturità 2020: se non si tornerà in aula entro il 18 maggio, non ci sarà la parte scritta. La valutazione finale si baserà sui crediti formativi accumulati nel triennio finale e su un maxi-colloquio finale.

Cosa accade se si tornerà a scuola

I discorsi cambiano qualora si riuscisse a tornare alle lezioni frontali entro la metà del mese di maggio. Gli esami di terza media, infatti, prevederanno una prova finale a scelta della scuola. Non solo, quindi, la valutazione di una tesina insieme ai voti accumulati durante gli ultimi mesi. Stesso discorso, con effetti diversi, per la Maturità 2020: con il ritorno in classe ci sarà un esame più completo con prima prova d’italiano, secondo prova caratterizzante (ma decisa dalla commissione di ogni singolo istituto) e colloquio finale. Le commissioni, come indicato da Lucia Azzolina la scorsa settimana, saranno composte da membri interni con il solo presidente esterno.

Capitolo bocciature

L’argomento più discusso è quello delle bocciature. Di fatto, nel decreto scuola sparisce questa ipotesi e tutti gli studenti saranno promossi all’anno successivo (o all’eventuale esame finale) per evitare eventuali ricorsi vista la situazione di emergenza. Non ci sarà nessun ‘6 politico’, ma all’inizio dell’anno prossimo (che potrebbe ripartire nei primissimi giorni di settembre) ci sarà un recupero delle competenze non acquisite nel corso dell’annata precedente con le valutazioni che matureranno anche con le lezioni a distanza.

(foto di copertina: da Porta a Porta, Rai 1)

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