La versione di Travaglio sulla «manona»: testo mai approvato in CdM, bozza arrivata al Quirinale

di Gianmichele Laino | 19/10/2018

decreto fiscale

C’è una versione inedita sul fattaccio della ‘manina‘ che ha inserito nel decreto fiscale approvato in consiglio dei ministri una sorta di scudo fiscale all’interno del provvedimento. Luigi Di Maio aveva denunciato questo episodio dagli studi di Porta a Porta, annunciando anche una presunta denuncia alla procura della Repubblica che, tuttavia, almeno nella giornata di ieri non è arrivata.

LEGGI ANCHE > Giorgetti risponde alle accuse del M5S: «La ‘manina’ ce l’hanno messa loro»

Com’è andata la storia del decreto fiscale secondo Marco Travaglio

Oggi, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio offre una versione inedita della cronologia dell’episodio, additando direttamente i responsabili. Secondo il giornalista, la ‘manina’ (che viene chiamata ‘manona‘ da Travaglio, perché direttamente ascrivibile alla parte politica alleata con il Movimento 5 Stelle, ovvero la Lega) appartiene al Carroccio, che ha voluto inserire a tutti i costi il condono all’interno del decreto fiscale.

Per Travaglio, una bozza del decreto – stilata dai tecnici del ministero dell’Economia e delle Finanze – è arrivata al Quirinale per un’analisi preliminare. Quindi, il passaggio negli uffici della presidenza della Repubblica, secondo il giornalista del Fatto Quotidiano, c’è stato. Quello che non c’è stato – ed è una lettura che fino a questo momento non era ancora stata data – è l’approvazione in consiglio dei ministri. I tecnici del Quirinale avrebbero messo la pulce nell’orecchio al Movimento 5 Stelle sullo scudo fiscale presente nel provvedimento e i pentastellati ne avrebbero preso atto.

Travaglio: «Lega mandante o beneficiaria della truffa»

«La verità – scrive Travaglio – è che nessuno ha firmato niente e dal Cdm non è uscito alcun testo della manovra, a parte appunto foglietti volanti che dovevano recepire l’accordo politico stipulato nel vertice di 4 ore, in attesa della stesura definitiva dell’articolato». Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, è a questo punto che sono state inserite le norme volute dalla Lega, che il Movimento 5 Stelle aveva categoricamente respinto.

Insomma, Travaglio difende il Movimento 5 Stelle dalle accuse che sono state fatte in questi giorni dal resto della stampa, che aveva puntato il dito sull’improvvisazione da parte di Luigi Di Maio e staff al seguito. Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, la Lega è stata «mandante o beneficiaria della truffa». Di Maio, invece, ci avrebbe messo una pezza.

FOTO: ANSA/Riccardo Dalle Luche