Elezioni regionali e tenuta della maggioranza bloccano la modifica (che dovrebbe essere abolizione) dei decreti sicurezza

di Redazione | 13/01/2020

decreti sicurezza
  • La seconda parte dei decreti sicurezza è entrata in vigore ad agosto

  • I loro effetti si fanno sentire anche con questo governo che vorrebbe modificarli

  • Ma ci sono troppe questioni che impediscono alla maggioranza di operare in tal senso

Per annullare gli effetti dei decreti sicurezza non c’è bisogno soltanto di permettere alle navi delle ong di approdare nei porti italiani. Ci sono tanti effetti che restano visibili, come le multe spropositate che le autorità di pubblica sicurezza sono costrette, con la legge in vigore, a comminare a chi conduce le navi che salvano vite umane; c’è la chiusura dei centri di accoglienza più piccoli che – con i tagli imposti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini – non riescono a far fronte alle spese; ci sono i migranti che rischiano di perdere la protezione umanitaria precedentemente acquisita.

LEGGI ANCHE > La storia di Salvini che rischia il processo per aver violato il decreto Salvini

Decreti sicurezza, come Lamorgese vorrebbe modificarli

I decreti sicurezza, insomma, continuano il loro corso, nonostante siano passati quasi cinque mesi dalla formazione del nuovo governo senza Lega e nonostante la loro abolizione fosse ritenuta un punto fermo dell’azione di un qualsiasi altro esecutivo progressista. A quanto pare, però, le modifiche ai decreti sicurezza ci sarebbero già, chiuse nel cassetto del nuovo ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Andrebbero nella direzione di ridurre le multe per le ong al livello ‘simbolico’ del pre-Salvini, andrebbero nella direzione di cercare di imprimere una svolta ai modelli di accoglienza che, al momento, vanno avanti soltanto grazie alle proroghe di progetti preesistenti (e compatibili proprio con i decreti sicurezza) che il ministro dell’Interno sta portando avanti.

Decreti sicurezza, gli ostacoli alla loro modifica

La premessa è una sola: i decreti sicurezza si superano soltanto abolendo i decreti sicurezza e qualsiasi loro modifica, sebbene migliorativa, rappresenterà sempre un compromesso. Ma a quanto pare, anche le modifiche di questi provvedimenti sarebbero subordinati ai calcoli della politica. In modo particolare alle tematiche delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria (sarebbe un favore troppo grande per Salvini modificare i decreti sicurezza nel pieno della contesa elettorale), a quella dell’autorizzazione a procedere sul caso Gregoretti, a quella della tensione tra i vari partiti della maggioranza, partendo dal Movimento 5 Stelle che quei decreti li ha approvati quando era al governo con Salvini.

Insomma, ci sono sempre più ostacoli verso un’azione che dovrebbe essere quasi spontanea. Invece, sui decreti sicurezza, proprio il Partito Democratico rischia di uscire con le ossa maggiormente rotte. Vorrebbe abolirli e invece può solo modificarli. E queste modifiche sono subordinate a una serie di fattori. Un labirinto dal quale è difficile uscire.